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Eroica Fenice

L’uragano Tsipras scuote l’Europa

I sondaggi l’avevano già da tempo prevista e annunciata, a nulla sono valse le più o meno esplicite ‘intimidazioni’ rivolte dagli organismi politici ed economici europei per cercare di arginarla: la vittoria di Tsipras e del fronte della sinistra estrema greca è stata un vero e proprio uragano. Il partito del neoeletto premier, Syriza, ha ottenuto infatti il 36,3% dei consensi, aggiudicandosi 149 seggi su 300, due in meno di quelli richiesti per ottenere la piena autosufficienza politica in parlamento ed evitare accordi con altre forze politiche.

Nei giorni scorsi, in vari interventi, quasi a voler preventivamente avvisare il popolo greco della totale indisponibilità da parte dell’Unione a concedere deroghe al rispetto delle regole comunitarie in materia di debiti, i maggiori esponenti delle gerarchie europee hanno rinnovato l’invito rivolto alla Grecia a continuare a percorrere la strada del rigore e a rispettare i patti sottoscritti con la Troika e hanno lasciato intendere una possibile esclusione del paese dalle nuove misure adottate da Draghi per immettere liquidità nel sistema finanziario europeo (il cosiddetto quantitative easing). L’elettorato greco, tuttavia, si è espresso nettamente contro la politica di austerità imposta dalla Germania, una politica che stenta a dare frutti positivi e a far ripartire la crescita economica e che in pochi anni ha prodotto un drastico peggioramento delle condizioni di vita delle realtà più colpite dalla crisi.

Un altro timore che aveva accompagnato queste elezioni era quello di un immediato tracollo delle borse europee, cosa che invece oggi, tranne per la borsa di Atene, non si è verificata. Ma, oltre a questo, interessante sarà capire se la vittoria di Tsipras darà nuovo slancio all’azione dei partiti indipendentisti e anti-euro degli altri paesi e alle altre forze di sinistra.

Per i partiti di sinistra che guardano con molto favore al successo di Syriza, tuttavia, la prima doccia fredda non si è fatta certo attendere: è stata infatti siglata un’alleanza di governo tra Tsipras e il movimento indipendentista greco di destra (Amel), segno evidente di una nuova fase politica in cui la ridefinizione dei patti sottoscritti con l’Europa può costituire un motivo sufficientemente valido per creare nuovi accordi che travalichino i confini delle appartenenze ideologiche, ormai non più così  importanti.

La strada che Tsipras ha annunciato di voler intraprendere si presenta molto ardua e di difficile praticabilità, resta da vedere quanti di coloro (quasi tutti) che in Italia oggi hanno litigato su chi somigliasse di più al neopresidente greco avranno il coraggio di accettare la sfida che quest’ultimo ha lanciato all’Europa, soprattutto se si considera che in ballo ci sono quaranta milioni di euro, la cifra che l’Italia ha sborsato per offrire alla Grecia quello stesso prestito che la Grecia da domani vorrebbe rinegoziare.

-L’uragano Tsipras scuote l’Europa-