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Eroica Fenice

Voci di Twitter in vendita: in corsa Google e Salesforce

Twitter in vendita: in corsa Google e Salesforce

Twitter potrebbe presto cambiare padrone. La notizia secondo cui il social network sarebbe in trattative con potenziali acquirenti arriva dalla Cnbc (Consumer News and Business Channel). La contesa riguarda in prima linea Google e Salesforce, ma non mancano altre possibilità: un accordo potrebbe essere raggiunto entro la fine dell’anno. Secondo altre voci non c’è certezza che l’affare vada in porto.

La notizia sulla svolta di Twitter fa crescere il suo titolo a Wall Street

Dopo le indiscrezioni della Cnbc, da 13 miliardi di dollari l’azienda arriva a un valore di 16. Ma dalle notizie trapelate il ricavo sperato è di almeno 30 miliardi, prezzo troppo alto per gli analisti, che ne prevedono un massimo di 18. Nell’ultimo bilancio trimestrale l’azienda ha annunciato la più bassa crescita dei ricavi da quando si è quotata in Borsa nel 2013. Per Twitter il 2016 è stato un anno pessimo: 9 milioni di nuovi utenti mensili in confronto ai 164 di Facebook, nonostante il ritorno del fondatore Jack Dorsay e i cambiamenti apportati al social network. A quanto pare abbattere il limite dei 140 caratteri e potenziare i video non è stato sufficiente.

A contendersi Twitter sono Salesforce e Google

Le indiscrezioni riguardo l’interesse dell’acquisto di Twitter da parte di Salesforce arrivano anche dal quotidiano economico statunitense Wall Street Journal. Il gruppo californiano di cloud computing aveva tentato, nei mesi scorsi, di acquistare LinkedIn (preso da Microsoft). Il social in questione è “un canale che democratizza l’intelligenza ed un posto per promuovere gli altri”: queste le parole del menager di Salesforce, Vala Afshar. Ma l’avversario più forte è Google che con l’acquisto dell’azienda alimenterebbe la sua guerra con l’altrettanto colossale Facebook.

Sembra essersi tirata indietro la Walt Disney, inizialmente interessata all’offerta. L’acquisto di Twitter avrebbe rafforzato la sua presenza nel mondo social, da molti ritenuta suo punto debole. Ma la società, guidata da Robert Iger, sembra aver rifiutato.

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