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Eroica Fenice

ultima estate

L’ultima estate dell’Europa alla Galleria Toledo

In scena, fino a domenica 1° febbraio, alla Galleria Toledo L’ultima estate dell’Europa, uno spettacolo dedicato al Centenario della Grande Guerra scritto da Giuseppe Cederna e Augusto Golin, con la regia di Ruggero Cara

In scena, oltre all’unico protagonista ed ottimo interprete Cederna, anche due musicisti che eseguono dal vivo composizioni originali: Alberto Capelli per chitarre e percussioni e Mauro Manzoni per flauti e sassofoni. Attraverso la musica collaborano alla scansione dello spettacolo e fanno sì che lo spettatore si immerga, di volta in volta, nei vari momenti della narrazione. 

Al centro della rappresentazione la Grande Guerra e la reazione del vecchio continente al primo conflitto mondiale della storia. Giuseppe Cederna rappresenta le persone le cui vite furono distrutte da quei tragici avvenimenti, l’ultima estate dell’Europa appunto, a partire dall’attentato all’Arciduca Francesco Ferdinando, di cui mette in scena entrambi i punti di vista, sia quello degli attentatori che delle vittime. Racconta con precisione quasi millimetrica ogni momento di quella mattina del 28 giugno 1914, fin dall’inizio del corteo imperiale, e riesce a far riflettere il pubblico sugli eventi, senza creare inutili patetismi. 

Il racconto passa anche attraverso le parole di poeti e scrittori che hanno raccontato quegli anni, a cominciare dall’esaltazione della guerra messa in atto -in tempi non sospetti- dal futurista Filippo Tommaso Marinetti e proseguendo con le parole di altri letterati che hanno partecipato alla guerra, come Ungaretti interpretato al momento del celebre bagno nell’Isonzo (Questo è l’Isonzo/ e qui meglio/ mi sono riconosciuto/ una docile fibra/ dell’universo), e le parole di Gadda e Trilussa.

Anche la scenografia -a cura di Rosanna Monti- è parte integrante dello spettacolo: quelli che sembrano essere semplici sacchi, che compongono la trincea ricostruita sulla scena, risultano veri e propri personaggi a cui dà voce Cederna in vari momenti della narrazione, diventando di volta in volta attentatori, soldati o semplici cadaveri coperti di stracci.

Il risultato è, quindi, di grande impatto e gli eventi vengono messi in scena con la serietà che meritano, evitando l’effetto da ‘ripasso di storia contemporanea’ che questi temi rischiano sempre di ottenere. Si intravede, sotto la superficie, un’acuta riflessione su come i singoli non contino molto all’interno delle dinamiche politiche mondiali, a partire da tre attentatori, inconsapevoli vittime di un gioco più grande di loro. Senza dubbio uno spettacolo da vedere e che andrebbe soprattutto mostrato a chi inneggia, ancora oggi, alla guerra.

L’ultima estate dell’Europa alla Galleria Toledo

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