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Accademia di Napoli: l’albero caduto nel cortile

Lunedì 2 novembre 2015 alle 10.30 circa, nel cortile dell’ Accademia delle Belle Arti di Napoli, un albero è caduto rischiando di colpire gli studenti che affollavano il giardino in quel momento. Ventiquattro ore prima (domenica) nessuno avrebbe sentito niente, due secondi dopo chiunque delle persone che lavorano o frequentano l’ Accademia avrebbe potuto perdere la vita. Per fortuna questo non è successo. La cosa che però fa più male è che se lo stesso albero fosse caduto in una foresta (come recita quel famoso detto) la notizia e le reazioni ad essa avrebbero avuto la stessa importanza, ovvero nulla, di quelle sentite in Accademia, immediatamente dopo l’accaduto,  o letto sui vari post di FacebookLa vera causa di forza maggiore è la negligenza delle persone.

Frequento l’ Accademia da almeno cinque anni ma non ho mai pensato di poter assistere ad una cosa tanto imbarazzante.

Le responsabilità forse saranno difficili da chiarire e questo poco importa. La questione che forse pochi hanno posto è che una scampata tragedia non perde lo status di tragedia. Perfino noi, che commentiamo quotidianamente ciò che succede in quel fiume di immagini, parole, suoni che sono diventati ormai i social network, diventiamo in parte complici di una mancata attestazione di responsabilità perché non la esigiamo fino in fondo. Ci limitiamo a dire la nostra, immaginando di fare qualcosa, quando invece le nostre parole perdono completamente ogni forza. I commenti su ciò che è accaduto variano dal classico “Figuriamoci, siamo a Napoli!” al più originale “Poteva succedere ovunque, inutile lamentarsi.”. La nostra opinione si perde perché scorre via, superata e sommersa dalle altre notizie, più o meno importanti, che si accavallano minuto dopo minuto. Probabilmente anche questo articolo subirà la stessa sorte. Inutile quindi dare la colpa alle istituzioni se poi le nostre parole hanno la stessa forza del silenzio che segue alla caduta di quel famoso albero in quella famosa foresta.

Questo articolo non è e non può essere un’accusa verso qualcuno. Non è questo il modo e il mezzo per accertare eventuali responsabilità, e chi sta scrivendo ora non può certamente farlo con i pochi mezzi che ha a disposizione. Ciò non toglie che lo scampato pericolo per gli studenti dell’ Accademia, le responsabilità che forse nessuno si prenderà e perfino l’ilarità di alcuni renderanno ciò che è successo una cosa da niente, che non merita nulla più di un commento, a caldo o a freddo, verbale o social che sia. Il problema è che quello che è accaduto è estremamente grave, non perché il sottoscritto era presente nel cortile al momento della caduta, ma perché una cosa del genere semplicemente non deve accadere

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