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Eroica Fenice

UNICEF: iniziata la liberazione di 3000 minori

Passi importanti per l’UNICEF (Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia) l’agenzia delle Nazioni Unite che dal 1946 opera per strappare i bambini di tutto il mondo dalle pene della guerra e per offrire assistenza alle famiglie dei paesi in via di sviluppo.

3.000 il numero di minorenni che si stima vengano rilasciati dalla fazione “Cobra” del South Sudan Democracy Army (SSDA), guidata da David Yau Yau.

Il 27 gennaio dell’anno corrente è iniziato il rilascio definitivo dei primi 280 bambini tra gli 11 e i 17 anni presso il villaggio di Gumuruk nello Stato del Jonglei, nel Sud Sudan orientale.

Milioni sono i bambini che ancora combattono una guerra di adulti, ormai lacerata la loro infanzia, i bambini soldato sono una realtà straziante che continua a vivere nonostante il passare di un tempo che sembra in realtà regredire. Troppi coloro che sono stati cresciuti per uccidere e che combattono anche da quattro anni, enorme il numero di bambini analfabeti che, per un motivo incerto che naturalmente non esiste, sembrano non meritare né famiglia né istruzione, e dunque nemmeno un futuro migliore, troppe volte stroncato forse da uno stesso coetaneo.

Non giocattoli e quaderni tra le mani, ma strumenti di morte, troppo grandi per un bambino costretto a crescere in fretta in un clima di distruzione. Difficile, quasi impossibile, sembra essere la missione dell’UNICEF basata sul ritorno in famiglia dei minori. Tutto ciò naturalmente comporta un forte supporto psicologico prima ancora che educativo, oltre alla reintegrazione sociale, forse punto cruciale per una società che non vede di buon occhio i bambini soldato, vittime inconsapevolmente carnefici in una guerra che non è la loro.

L’enorme scalata verso la loro liberazione è stata celebrata con una cerimonia organizzata dall’UNICEF, sotto il controllo della Commissione Nazionale per il disarmo, la smobilitazione e la reintegrazione del Sud Sudan.

E anche se non sembra avere un prezzo il rinnovato futuro di un bambino, in realtà i fondi dell’Agenzia delle Nazioni Unite non sono mai abbastanza.

Si festeggia un primo contributo, 1,6 milioni di euro, della Ikea Foundation, per le operazioni di recupero, ma si è ancora lontani dal raggiungere la cifra necessaria per la salvezza di milioni di bambini.

Dunque è proprio questa la realtà che dà un prezzo al diritto alla vita e all’istruzione, ad un’infanzia serena che sembra non poter ritornare ed è proprio per questo che ci si affida a chi ancora ha la forza di combattere contro il marcio della società per salvare i detentori di un futuro, si spera, migliore.

UNICEF: iniziata la liberazione di 3000 minori