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Eroica Fenice

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Vaccini: Scienza vs Genitori Informati

 

È ormai dilagante, quasi alla stregua di una nuova moda, il fenomeno delle “mamme informate”; di conseguenza il richiamo d’audience che fa da contorno alla vicenda è alle stelle.

Ma di cosa si tratta?

Sostanzialmente di madri che, grazie principalmente all’utilizzo di internet e del libero sapere (non sempre, purtroppo, scientificamente corretto), si ergono a conoscitrici di medicina diagnostica e farmacologia applicataÈ probabilmente scorretto però circoscrivere questa straripante sindrome da effetto Dunning-Kruger (per il quale un soggetto chiaramente incompetente in una data materia autovaluta le sue conoscenze specifiche come altamente qualificate, senza rendersi conto che ciò è frutto di una distorsione cognitiva) alle sole madri, e, infatti, è meglio estendere il problema alla nuova classe genitoriale.

Tema principale del dibattito che ormai da mesi anima trasmissioni tv, giornali, social e forum online, dove antagonisti sono medici e genitori informati, sono i vaccini e la vaccinazione.

Sulla scia delle orripilanti e fraudolente ricerche del (fu) dottor Andrew Wakefield, datate 1998, nelle quali il chirurgo (per mero interesse economico dato che intendeva portare alla ribalta il prototipo di un suo personale vaccino senza effetti collaterali, ndr) sosteneva che vi fosse una correlazione tra Autismo e Vaccini per Morbillo, Parotite e Rosolia, i genitori 2.0 danno battaglia alle ditte farmaceutiche e costringono i loro figli ad esporsi al rischio di contrarre malattie potenzialmente fatali.

È ovvio che i medici, sulla scorta di anni di studio personale e di decenni di studi scientifici sui vaccini, si battano affinché i bambini possano beneficiare dei farmaci, permettendo così la formazione della cosiddetta “immunità di gregge”, che consente anche ai pochissimi soggetti non vaccinati di evitare indirettamente la contrazione di una malattia.

La diatriba ha preso vigore, inoltre, anche dal sospetto che le case farmaceutiche (è pacifico che siano aziende che puntano anche al business oltre che alla scienza) traggano benefici di natura economica dalla somministrazione dei vaccini.

Ma analizzando pochi e certi dati, si può notare come la spesa farmaceutica totale in Italia per i vaccini sia appena l’1,4% mentre per i farmaci che curano la gastrite sia pari al 4,6%; è da ricordare che la quasi totalità dei farmaci vaccinanti è interamente coperta dal Servizio Sanitario Nazionale o, almeno, ci sono molti sconti. Quindi è palese che i vaccini rendano meno – addirittura – della gastrite.

Inoltre è da sottolineare che i vaccini sono preventivi ed è ovvio che curare una malattia renda nettamente di più rispetto al prevenirla.

Purtroppo, limitandoci solo all’Italia nonostante questo problema sia di natura globale, anche alcune deprecabili correnti politiche cavalcano l’onda della informazione-disinformazione, sfruttando la paura delle persone per veicolare e promulgare pensieri ed idee deleterie e malsane, alimentando le convinzioni errate ed esponendo a rischi inutili tante famiglie.

E quindi i vaccini non hanno effetti collaterali?

Essendo farmaci, i vaccini hanno effetti collaterali ed alcuni di questi possono anche sfociare in qualcosa di grave. Ma è fondamentale analizzare le possibilità affinché si manifestino gli effetti collaterali e degenerino drammaticamente; a tal proposito si può prendere ad esempio la Difterite che ha una probabilità del 5% di portare alla morte. Il vaccino DTP (Difterite, Tetano, Pertosse) porta con sè il rischio di sviluppo di una encefalopatia acuta nello 0,001 % dei casi.

Oppure si può parlare della Meningite, di grande ritorno mediatico negli ultimi tempi. Questa malattia è mortale nel 10% dei casi e nel 25% porta all’amputazione o a danni neurologici permanenti. Non sarebbe meglio usufruire del vaccino contro il meningococco che ha degli effetti collaterali infinitesimamente rari e marginali?

Malgrado ciò, molti sono ancora i siti (e talvolta i medici) che pubblicano articoli o studi miranti allo screditamento dei vaccini, nonostante l’Organizzazione Mondiale della Sanità abbia pubblicato, già da circa un decennio, tutti gli studi che confutano la tesi promossa da Wakefield – la quale oggi è oggetto del “sapere” delle mamme informate. E proprio poco tempo fa, l’OMS ha di nuovo ribadito l’assoluta mancanza di correlazione causale tra vaccino ed autismo, sottolineando che le tesi che sostengono il contrario (prima fra tutte quella di Wakefield, etichettata come più che fraudolenta, frutto inoltre di una sperimentazione abusiva e violenta su circa dodici bambini, dei quali la metà soffriva di disturbi dello spettro autistico già precedentemente all’assunzione del vaccino trivalente, ndr) siano fasulle e prive di metodo o raziocinio.

La domanda da porsi quindi non è se vaccinare o meno il proprio figlio, ma piuttosto: bisogna credere nel progresso scientifico che salva la vita a miliardi di bambini ed adulti ogni giorno?

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