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Eroica Fenice

Vegani, malnutrizione e (dis)informazione

Vegani, malnutrizione e (dis)informazione


Come ormai tutti sanno, ad inizio settimana una bambina di due anni è stata ricoverata d’urgenza all’ospedale Gaslini di Genova in seguito a malnutrizione. Ma come ha fatto un caso clinico di routine a diventare motivo di discussione tra i mastini da tastiera? Semplice, i genitori della piccola sono vegani e avrebbero – da quanto riferito dal senatore Lello Ciampolillo, ciò non sarebbe neanche vero – sottoposto la bambina ad una alimentazione senza proteine animali. Apriti cielo! Pagina dopo pagina, la newsfeed di Facebook è stata invasa da commenti dai toni minatori verso i tanto odiati “mangiatofu”, derisi e ridicolizzati dalla folta schiera di laureati in nutrizione ad honorem della rete. Quasi tutti a sottolineare l’aggettivo “vegano” e troppo pochi pronti a sostituirlo, o per lo meno affiancarlo, con uno più adatto: “sconsiderato”. Sì, perché esistono genitori sconsiderati, poco attenti ed informati sia tra i vegani, che tra gli onnivori. Le scelte etiche, in questo caso, c’entrano ben poco. Appannaggio del vegan style ci sono, infatti, gli studi condotti da esperti, veri esperti in nutrizione, che concordano nell’affermare che una alimentazione senza proteine animali fin dalla nascita, a patto di essere sempre sotto controllo di un pediatra, è possibile. Sembra meno possibile, invece, che i pregiudizi e la disinformazione verso chi ha cominciato un percorso di vita non usuale cessino di esistere.

Tutta colpa dei vegani (?!)

La battaglia tra onnivori e vegani non fa che distogliere l’attenzione sui veri problemi alimentari del nostro Paese. Un Paese in cui l’obesità è in aumento e in cui, ogni giorno, genitori (vegani e non) poco scrupoloso,  più attenti alle reclame che a controllare gli ingredienti, riempiono gli zainetti dei loro figli di merendine ricche di tutto – conservanti, coloranti, grassi idrogenati – fuorché  di nutrienti, e si ostinano a comprare casse, damigiane e cisterne di bibite gasate.

Un Paese dove i fast food continuano a far abbassare le serrande ai ristoranti stellati e in cui, come mostrato da Report giusto un mese fa, le nostre carni provengono da allevamenti sporchi, da animali drogati, privati da qualsiasi dignità, e che vivono in condizioni lontane da ogni standard qualitativo minimo.

È buffo ed anche un po’ triste notare quanta indignazione si scateni ogni volta a seguito dell’errore di due, dieci, cento cattivi genitori vegani, a fronte di milioni di frigoriferi, i nostri, stracolmi di chimica, additivi e conservanti. A fronte di milioni di genitori, i nostri, che, fin da bambini, ci hanno messo in tavola tanto amore, tante “sanissime” proteine animali ma, senza esserne consapevoli, anche tanto veleno.  

Marcello Affuso