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Eroica Fenice

Video sessista, candidatura a rischio per Donald Trump

Ad un solo mese dalle elezioni presidenziali, il candidato repubblicano Donald Trump scatena l’ennesimo vespaio. L’accusa questa volta arriva da un video sessista risalente al 2005 e diffuso dal Washington Post.

Il video incriminato

Il filmato mostra Trump recarsi sul set della soap opera Days of our lives, dove era prevista una sua partecipazione. In quell’occasione il giornalista della NBC e conduttore di Access Hollywood, Billy Bush, accompagnò il magnate a bordo di un bus e qui il multimiliardario si è lasciato scappare delle frasi poco felici sul genere femminile. 

Quando sei una star le donne te lo lasciano fare”, afferma Trump parlando di palpeggiamenti e aggiunge che gli piace afferrare le donne per i genitali. Il microfono lasciato acceso da Bush ha fatto, come si può immaginare, il resto.

Le accuse del partito repubblicano

Donald Trump potrebbe giocarsi il ruolo di candidato alla casa bianca per colpa di questa bravata. Le critiche vengono dallo stesso partito repubblicano, il quale ha affermato di dissociarsi completamente dalle dichiarazioni dell’ideatore di Miss USA. Mike Pence, aspirante vice presidente di Trump, si dichiara scandalizzato dalle parole del magnate e gli stessi repubblicani vedono in lui una valida alternativa. John McCain afferma che alle elezioni darà il voto ad un “buon repubblicano conservatore che sia qualificato per fare il presidente“.

Robert de Niro su Donald Trump: “lo prenderei a pugni in faccia

Non potevano mancare le accuse dell’avversaria Hillary Clinton: “Non possiamo permettere che quest’uomo diventi presidente. Le donne hanno il potere di fermare Donald Trump.”

Ma le critiche più impressionanti vengono da Robert de Niro. L’attore feticcio di Martin Scorsese tra gli anni ’70 e ’90 ha pubblicato un video (visibile qui) in cui non si risparmia: “[Donald Trump] è un cane, un maiale, uno scemo che non sa di cosa parla“. “[…] prende per il c*lo la società, è un idiota, è un disatro nazionale“. L’attore, poi, rincara la dose: “[…] è una persona che prende a pugni in faccia la gente e io lo prenderei a pugni in faccia“. Ha poi invitato gli elettori americani a “votare con la propria testa“. Un’accusa dura e dal linguaggio politicamente scorretto, ma che ben evidenzia il ripudio che un tale personaggio trasmette persino nell’ambiente di Hollywood.

E se è vero che il secondo dibattito ha visto l’ennesimo trionfo della Clinton, sembra proprio che la stella di Donald Trump, alimentata da quei fervidi sostenitori che seguono la sua linea ignorante e misogina, si stia spegnendo sempre di più. Alla luce di questi ultimi fatti, ci si chiede, sempre più, come si possa concepire l’ascesa politica (non soltanto in territorio americano) di tali personaggi.

Ciro Gianluigi Barbato

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