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Eroica Fenice

Giornata contro la violenza sulle donne: convegno a Portici

“Invece di una donna che ama qualcun altro tanto da soffrirne, voglio essere una donna che ama abbastanza se stessa da non voler più soffrire.”
(
Robin Norwood, Donne che amano troppo)

L’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha designato il 25 novembre come Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Tale data fu scelta da un gruppo di donne attiviste, riunitesi nell’Incontro Femminista Latinoamericano e dei Caraibi, tenutosi a Bogotà nel 1981 in ricordo del brutale assassinio delle tre sorelle Patria, Minerva e Maria Teresa Mirabal. Il giorno 25 novembre 1960 le tre donne si stavano recando a far visita ai loro mariti in prigione, ma furono bloccate sulla strada da agenti del Servizio militare. Condotte in un luogo nascosto nelle vicinanze furono torturate e  massacrate. Le donne pagavano con la vita la loro opposizione al regime di Rafael Leónidas Trujillo, il dittatore che tenne la Repubblica Dominicana nell’arretratezza e nel caos per oltre 30 anni.

Michelle Bachelet, Vice Segretario Generale e Direttore Esecutivo di UN Women, l’agenzia che l’ONU ha istituito di recente, ha affermato che, sebbene ci siano stati  notevoli progressi nelle politiche nazionali volte a ridurre la violenza sulle donne, molto rimane ancora da fare. Più di cento paesi sono privi di una legislazione specifica contro la violenza domestica e più del 70 % delle donne nel mondo sono state vittime nel corso della loro vita di violenza fisica o sessuale da parte di uomini. La violenza, ha aggiunto il Direttore esecutivo, influendo negativamente sui risultati scolastici delle donne, sulle loro capacità di successo lavorativo e sulla loro vita pubblica, allontana progressivamente le società dal conseguimento dell’obiettivo dell’uguaglianza di genere. Nel mondo “occorrono cambiamenti culturali per smettere di guardare alle donne come cittadine di seconda classe”.

Secondo i dati dell’Oms, si stima che in Italia siano 6.743.000 le donne tra i 16 e i 70 anni che sono vittime di abusi fisici o sessuali e circa un milione quelle che hanno subito stupri o tentati stupri. Altrettanto allarmante è il dato secondo cui il 33,9% di coloro che subiscono violenza per mano del proprio partner non ne parla.

La violenza sulle donne è una piaga che l’umanità non è ancora riuscita a sanare. Nonostante il passare degli anni, i ricambi generazionali, il varo di nuove leggi, ancora oggi milioni di donne subiscono violenze di ogni tipo.

Gli schiaffi, gli spintoni, le porte chiuse a chiave, i lividi, le urla: rimane tutto soffocato nelle mura domestiche. Nascosto. Come se fosse normale. Le donne desistono dal raccontare non soltanto per paura; pesa anche la consapevolezza di una risposta inefficace da parte delle istituzioni.

La donna deve trovare il coraggio di denunciare e sentirsi accolta e protetta nel momento in cui si rivolge agli organi competenti. Proprio a questo obiettivo mira il “Progetto Mimosa. Ho sbattuto contro la porta“: un convegno che si svolgerà il 25 novembre a Portici presso il Teatro “I De Filippo” dove una equipe di psicologi e avvocati proveranno a tendere la mano alle vittime di violenza concretamente, attraverso una prima consulenza gratuita. Al di là della mera attività di sensibilizzazione/prevenzione. Importante, sì, ma non sufficiente.

-Giornata contro la violenza sulle donne: convegno a Portici-