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Eroica Fenice

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La storia di Coco, un’eroica trovatella

Era una sera di primavera quando, ritornando da un’uscita con gli amici, Mattia trovò sotto casa una cagnolina.

Le si avvicinò per controllare se avesse il collare: forse si era persa? Nulla. Non ce l’aveva. Sembrava piuttosto magra ed era tutta sporca, così Mattia, vedendo che la piccola lo seguiva, decise di portarla su con sé per darle da mangiare e da bere.

Mai gesto più fu bello. Davanti a certe situazioni, si è sempre indecisi sul da farsi e spesso si deve tener conto di altre persone, che possono pensarla diversamente da te. Mattia infatti, agendo d’impulso e, soprattutto, con il cuore, non considerò cosa poteva succedere nel suo nucleo familiare: la madre aveva terrore dei cani e il padre non voleva animali in casa. Aiutare un animale indifeso in quel momento era la priorità e, tanta della compassione, senza riflettere troppo sulle conseguenze, entrò in casa con lei, in tarda nottata, con grande sgomento dei genitori.

Mattia pensava che Coco non sarebbe rimasta nemmeno per la notte successiva, invece così non è stato.

Da piccolo, un’esperienza negativa con un cane gli aveva sempre impedito di instaurare rapporti con altri e, in generale, non era mai stato un amante degli animali fino a quando non conobbe il cane della fidanzata; la quotidianità e l’interazione necessaria perché dovuta alla convivenza con l’animale stesso, gli aveva finalmente fatto scoprire un nuovo mondo: quello bellissimo, dove si intrecciano rapporti con gli animali e la bellezza del prendersi cura di un cane o di qualsiasi altro animale domestico e non. Ma mai avrebbe pensato che un giorno avrebbe voluto un cane.

Tornando al ritrovamento della cagnolina, il giorno seguente, la prima cosa che fece fu controllare se avesse il microchip: nulla. Nessuna identità e apparentemente nessun padrone. Chiese aiuto per sistemarla ma, ancora una volta, la risposta fu negativa: era il periodo degli abbandoni, le volontarie piene di cuccioli ritrovati nei posti più impensabili e nelle condizioni più terribili, i canili pieni e disposti a prendersi cura della trovatella solo se pagati, perché auto sovvenzionati quindi senza l’aiuto del Comune e l’Asl veterinaria, un posto dove i cani si vede quando entrano ma non si sa quando escono. Davanti a uno scenario così negativo, Mattia cominciò a vivere alla giornata, senza dare un nome alla trovatella e mantenendosi a distanza, soprattutto emotivamente.

Sapeva che il cane non poteva rimanere, che era difficile prendersene cura, ma l’ha fatto lo stesso: la portò dalla veterinaria.

Non avendo avuto molta assistenza dal pubblico, si riferì al privato per le cure. Coco, il nome della piccola che piano piano si stava insinuando nel cuore di Mattia, riportava segni di percosse su varie parti del corpo, malnutrita, aveva numerose e grasse zecche che le invadevano la cute e la coda tagliata. Grazie alle indicazioni della dottoressa e alle costanti attenzioni di Mattia, Coco è diventata una cagnolina allegra, sana e felice. Questo lungo percorso ha privato Mattia di tante cose, sia economicamente che psicologicamente, lo ha messo a dura prova perché ha imparato su pelle cosa significa essere responsabili della vita di un altro essere, tener conto delle sue esigenza e cercare di capire di cosa ha bisogno.

Non avendo mai avuto cani, non sapeva come rapportarsi con lei e, essendo la convivenza diciamo forzata, decise di cercare un punto d’incontro, che trovò nella musica. Ascoltarla, sembrava rilassare Coco, con grande piacere di Mattia. Un giorno, l’ascolto di un brano gli fece comprendere quanto in realtà fossero simili e che ora non poteva più sentirsi solo contro il mondo: adesso Coco era con lui e insieme il mondo lo avrebbero spaccato in due.

Giorno dopo giorno, la consapevolezza del non volere il cane vacillava: il sistema, per forza di cose, aveva portato Mattia e la famiglia ad arrendersi. Nessuno gli aveva dato aiuto, ma, nonostante questo, forse è il destino che ha voluto questo per loro.

Da non scelta, da non voluto e dopo le ingiustizie subite, ora cane e padrone sono una sola cosa, una forza invincibile.

Questa storia, nonostante le premesse catastrofiche, sta prendendo svolte positive: l’arrivo di Coco ha portato nuovi equilibri nella vita di Mattia che confessa quanto il cambiamento gli abbia giovato, ovviamente costandogli sacrifici che, per la sua piccola, rifarebbe tante e tante altre volte, e ne farà ma, l’amara consapevolezza di non avere ricevuto nessun tipo di assistenza si fa ancora sentire: confessa che se dovesse trovare un altro randagio per strada, non lo porterebbe con sé perché il sistema non incentiva in nessun modo ad aiutare chi è indifeso.

La storia coraggiosa di Mattia non è sola: molti compiono questo atto di amore e poi ci sono altrettanti che non lo compiono, che comprano un cucciolo ma, quando troppo impegnativo lo abbandonano lasciato a sé stesso, come è successo a Coco e a tanti altri.