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Eroica Fenice

Donazione degli organi: scelta da eroi

La donazione degli organi, particolare procedura medica mediante la quale un soggetto può, sulla base di una scelta libera e consapevole, decidere di salvare una vita, si presenta indubbiamente come una delle maggiori forme di altruismo di cui l’essere umano è capace. Questa peculiare forma di “beneficenza”, nel corso degli ultimi anni sta acquistando sempre maggiori consensi, anche grazie alla crescente informazione e sensibilizzazione della popolazione. L’aumento della percentuale dei donatori non è però ancora sufficiente, ed in quest’ottica si rende necessaria una esposizione chiara e sintetica del tema, volta a definire esaurientemente perché donare, e soprattutto come farlo.

La donazione è un atto di profonda generosità, grazie al quale è letteralmente possibile salvare delle vite. Malattie ed incidenti purtroppo ogni giorno affliggono migliaia di persone, e talvolta l’unica possibilità di salvezza è rappresentata da un trapianto. Le possibilità di ottenere questa operazione però sono molto basse, perché l’alto numero di richieste confrontato con il numero effettivo di donanti dà luogo ad una situazione tragica in cui la sopravvivenza è rimessa allo scorrimento in lunghissime liste d’attesa e spesso la morte sopraggiunge prima del proprio turno. 

In una prospettiva cruda e razionale bisogna considerare che tutti potremmo donare, così come tutti, un giorno, potremmo necessitare di una donazione, per noi o per i nostri cari

La donazione può avere luogo in vita (ad esempio donazione di rene, porzione di fegato ecc), ed in questo caso non sorgono particolari questioni, data la possibilità del donante di manifestare la propria volontà. Più problematica è l’ipotesi di donazione successiva alla morte, in quanto non sempre è possibile risalire alla volere del potenziale donatore.

Quando non risulta una dichiarazione di volontà del soggetto, favorevole o contraria all’espianto degli organi, la scelta spetta ai familiari dello stesso. Questa decisione è particolarmente sofferta ed è per questo che ogni individuo dovrebbe personalmente operare la propria scelta, quando è in grado di farlo.

Le modalità mediante le quali è possibile acconsentire alla donazione dei propri organi sono essenzialmente quattro:

Compilare il tesserino blu del ministero della salute, da conservare presso i propri documenti personali.

Compilare una dichiarazione su di un foglio bianco indicando le proprie generalità (nome, cognome, data e luogo di nascita) ed esponendo la propria volontà di donare. L’atto deve essere sottoscritto e conservato.

Aderire al AIDO, Associazione italiana per la donazione di organi, tessuti e cellule.

Registrare la propria volontà presso gli appositi sportelli delle ASL e dei comuni convenzionati, o presso il proprio medico di famiglia.

Per coloro che sono spaventati all’idea di donare, è importante comprendere che il prelievo degli organi ha luogo solo in seguito all’accertamento di morte con criteri neurologici. Tale operazione è realizzata da un collegio di medici esperti, secondo una procedura espressamente disciplinata dalla legge. Solo con la morte, intesa come cessazione irreversibile di tutte le funzioni del cervello, è possibile autorizzare l’espianto degli organi. Per essere chiari, contrariamente a quanto normalmente si ritiene, nè il coma, nè lo stato vegetativo, configurano morte cerebrale, e quindi in entrambi i casi l’espianto non ha luogo.

Nessuno è costretto ad acconsentire alla donazione dei propri organi, ma tutti hanno il dovere morale di informarsi adeguatamente sul tema, così da prendere una scelta pienamente consapevole.

Molte organizzazioni operano sul territorio nazionale cercando di incentivare le donazioni, e tra queste possiamo citare l’associazione Donare è vita che si batte per sensibilizzare l’opinione pubblica dando visibilità a coloro, uomini, donne e bambini che aspettano un trapianto. I volti di chi resiste e quelli di chi ormai si è spento, valgano più di mille parole.