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Eroica Fenice

giovani

Noi siamo i giovani, noi siamo il domani

Dateci un numero, per piacere.
Per quanto ancora dobbiamo vedervi ripetere gli stessi identici errori, mentre noi, che non c’eravamo quando li facevate per la prima volta, abbiamo già imparato la lezione?
Si è deciso il destino prossimo di un paese, di un continente e di un mondo oggi, e le terribili conseguenze cominciano già a vedersi all’orizzonte. Non sarà domani, non sarà dopodomani, ma presto l’orrore si svelerà in tutta la sua forma. Non illudetevi, non è cosa relegata al Regno Unito, tutti noi abbiamo appena fatto un passo indietro storico. E tutto questo crea un tragico precedente per il futuro: uscire dall’Europa è possibile.
C’è già chi affila i denti e le unghie, sognando di tornare ad un’era antiquata, impossibile da pensare e assolutamente inutile. Ma noi non ve lo permetteremo, e quando dico noi, intendo la nuova generazione.
Quella spesso considerata “la peggiore storicamente” solo perché non abbiamo avuto la sfacciata fortuna di vivere una guerra e la fame ad essa collegata, come invece è toccato per secoli ai nostri predecessori. Ci considerano stupidi, vuoti e, spesso, hanno le loro buone motivazioni per farlo, non siamo mica perfetti, eppure sembra proprio, cifre alla mano, che siano stati i giovani inglesi, i giovani europei, gli unici a cogliere l’essenza di ciò che succedeva.
Hanno votato sì, la maggioranza degli inglesi (e sottolineo inglesi) per il Leave, ma la stragrande maggioranza dei giovani ha scelto il Remain, ha scelto l’ Europa, ha scelto il futuro.

I giovani hanno perso

Ora si festeggia, l’impensabile è avvenuto: lo UK si separerà dall’UE e tornerà ad avere la tanto agognata predominanza sul proprio territorio. Il quale, all’indomani del Leave, sarà presto dimezzato, Eh sì, perché Scozia e Irlanda del Nord, i quali hanno votato per l’Europa, progettano già di separarsi, essere indipendenti e tornare nella comunità europea.
Ma fanno bene a festeggiare, ha vinto la democrazia, ha vinto il popolo, anche se non si sa esattamente cosa ha vinto e molti Leave sono pentiti di non essere dei Remain. Certo, non si è arrivati a questa decisione magicamente, è il risultato di incomprensioni e problematiche da entrambe le parti. L’Europa non ha saputo cogliere e ascoltare il dissenso inglese e gli Inglesi non hanno voluto avere la calma di sedersi al tavolo, far capire quanto valevano e rinegoziare.
Il futuro, ancora una volta, è stato deciso dal passato. Da chi, detto molto cinicamente, il futuro non lo vedrà affatto. Quindi grazie, a nome dei giovani europei, a nome dei giovani cittadini del mondo.
La vostra passione per i muri e i confini, ormai impensabili vista l’era tecnologica in cui viviamo, si è manifestata ancora, ma noi tutti cittadini liberi del mondo l’affronteremo, come sempre, e la vinceremo, alla fine. Non è finita qui, stiamo solo aspettando che si consumi definitivamente il vostro tempo e, intanto, aumentiamo sempre più le forze. Il domani avanza, come l’alba di Calaf, e noi, coloro che la vedranno, vinceremo.
Perché prima di essere inglesi o italiani, patrioti o cosmopoliti, europeisti o euroscettici, noi siamo umani. Tanti sono morti perché noi lo capissimo e se ogni anno, ogni santo anno, riapriamo quella valle degli orrori che è Auschwitz lo facciamo proprio per ricordare chi ci ha insegnato con la propria vita cosa succede quando cerchiamo di sopraffare i nostri fratelli perché hanno un colore diverso, una religione diversa o una nazione di nascita differente.
Il tempo per aggiustare le cose noi lo abbiamo, e lo faremo, riusciremo dove i nostri padri hanno sempre fallito. Quel sogno, che all’indomani della II Guerra Mondiale sembrava così vivido, noi lo realizzeremo.  Un pianeta dove c’è una sola nazione, chiamata Terra, e dove vive una sola popolazione: l’Umanità. Dove giorni come questo, sono un ricordo così lontano, da apparire ridicolo.