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Albero natalizio: storia di una tradizione

Ci risiamo. Come ogni anno è giunta l’ora di rimettere in sesto il nostro caro albero di Natale: per trecentotrentacinque giorni ha atteso che qualcuno gli aprisse la porta della cantina per uscirne un po’ impolverato e un po’ svigorito dal lungo letargo. Sfoggiando il suo bel vestito verde, pronto ad essere impreziosito da luci e colori, l’albero è entusiasta di fare ancora una volta compagnia alla casa durante il mese con l’atmosfera più magica dell’anno.

L’albero di Natale è un albero sempreverde e per questo, sin dall’antichità, simboleggia la vita. L’abete è l’albero più utilizzato in quanto conserva a lungo i suoi aghi, il suo colore ed il suo profumo, ma in Europa è diffuso anche il pino -soprattutto il silvestre e il cembro- mentre in America si è soliti addobbare anche la douglasia, la sequoia, il cipresso, il ginepro e l’araucaria. Nel 1980, in Germania, nacque l’idea di produrre alberi artificiali per affrontare le problematiche causate dalle deforestazioni diffuse sul globo.

Ma da dove giunge questa tradizione che è tra le più diffuse al mondo? Tante sono le leggende che ne narrano il presunto inizio: in una si racconta di un taglialegna che, rincasando in una fredda notte, si accorse di quanto fosse affascinante l’effetto che creava la luce delle stelle riflessa sui rami innevati di un albero; così sradicò un albero, lo portò nella sua casa e lo addobbò con nastri bianchi per richiamare il candido colore della neve, con delle candele che rammentassero la luce delle stelle e da allora ogni casa ebbe il suo albero natalizio. Un’altra leggenda, decisamente più antica, narra che, alla morte di Nimrod, nipote di Cam, figlio di Noè, sua madre -che era anche sua moglie- convinse il popolo babilonese che ogni 25 dicembre Nimrod apparisse sotto forma di abete e che quindi fosse necessario preservare la sua memoria portandogli dei doni.

L’albero natalizio nei secoli

Nell’antica Roma, gli abitanti usavano adornare con oggetti votivi un abete sacro in onore del dio Attis, mentre nel Medioevo, ogni 24 dicembre, si riproponeva nelle chiese lo scenario del Paradiso decorando alcuni alberi dapprima con mele ed ostie e poi con candele, noci e biscotti.

Le capitali dell’Estonia e della Lettonia si affrontano per ottenere il record di prima città al mondo ad aver allestito un albero di Natale: gli abitanti di Tallin sostengono di aver addobbato il primo albero di Natale nel 1441 nella piazza del Municipio, attorno al quale uomini e donne erano soliti danzare in cerca dell’anima gemella; la popolazione di Riga è convinta, invece, che il primato spetti a lei ed infatti una targa, tradotta in otto lingue, attesta che nel 1510 la città diede luogo al primo albero di Capodanno del mondo.

Alcune documentazioni rinascimentali svelano che a Brema, nel 1570, vi era un grande albero decorato con mele, noci e datteri.
Grazie ad alcuni scritti di un cittadino tedesco, invece, si è scoperto che nel 1605 a Strasburgo si stava allestendo un albero di Natale con carta, frutta e dolciumi. Si narra, poi, che nel 1611 la duchessa di Brieg, nobildonna tedesca, nell’allestire il suo salone in occasione del Natale, vide un piccolo abete e lo fece collocare in un angolo della stanza.

Risalgono al secolo illuminista alcuni appunti del docente universitario Karl G.Kissingl, i quali riferiscono che a Strasburgo, nel 1737, una contadina addobbò alcuni alberi con delle candele e ne donò uno ad ogni figlio, ponendoci dei regali al di sotto. Nel 1774 l’albero di Natale viene inserito per la prima volta in un’opera letteraria e il merito va all’inventore del concetto di Weltliteratur, uno dei più grandi scrittori tedeschi: è infatti ne I dolori del giovane Werther che Goethe documenta come questa tradizione natalizia si fosse imposta a Weimar, soprattutto per sua volontà.

Ma fu nel XIX secolo che l’usanza entrò irremovibilmente nelle case dell’aristocrazia e della borghesia romantiche per poi diffondersi, nei secoli successivi, anche nel resto del popolazione. E ciò avvenne per emulare due donne, due regine: la regina Vittoria, che nel 1846 fu fotografata con il marito Alberto e i figli intorno ad un albero di Natale, e la regina Margherita, moglie del secondo re d’Italia Umberto I, che ordinò di allestirne uno nel Palazzo del Quirinale.

Nel 1982 Papa Wojtyla fece collocare un albero di Natale tra i porticati di Piazza San Pietro, dando origine, così, alla tradizione in Città del Vaticano.

Oggi le grandi metropoli del mondo si preparano al Natale in maniera strabiliante: a Rio de Janeiro, dal 1996, si innalza l’albero di Natale galleggiante più alto del mondo, ben ottantacinque metri. Nella capitale spagnola è possibile visitare l’interno dell’imponente abete, composto da ben dodici piani, che si erge nel bel mezzo di Puerta del Sol. Se si decidesse di trascorrere le festività natalizie a Città del Messico si avrà l’occasione di assistere allo spettacolo di luci proposto dall’albero artificiale più alto del mondo con i suoi centodieci metri; a San Diego, invece, un albero di dieci metri composto da duecentoquarantacinque mila Lego sorprenderà i più tradizionalisti.

Che il Natale abbia inizio!

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