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Eroica Fenice

Art-Rental: l’arte che si affitta

L’Art-Rental, ovvero il noleggio di opere d’arte, apre una nuova prospettiva economica nel mondo della cultura: è un dato di fatto oramai che la crisi non lasci spazio ad alcun diversivo, anche quando si parla di arte.

Musei affollati nelle giornate di visita gratuite sono un esempio dei limiti che la crisi impone ad un amante dell’arte, oltre alle mura, di cosa o di ufficio, completamente spoglie di un pezzo del proprio artista preferito.

È proprio per questo che compagnie, come la newyorkese startup Art Remba, fondata da Nahema Mehta e acquistata dall’azienda francese Pernod Ricard, hanno deciso di riscattare il ruolo degli artisti e delle loro opere, favorendo una soluzione che vede tutti vincitori: grazie al noleggio, queste compagnie danno l’opportunità a tutti di possedere un’opera d’arte per un lasso di tempo limitato, magari abbastanza per dare una buona impressione di sé o rinnovare ciclicamente l’ambiente con opere nuove.

Il pacchetto “affittasi arte” può essere corredato di svariati servizi: dalle stime basate sulle esigenze del cliente fino al budget fissato in base al valore dell’opera, con il vantaggio di pagamenti rateali, tutto per compiacere un amore impossibile reso illusoriamente reale, almeno per il periodo di tempo definito. Eppure non è detta l’ultima parola: il cliente che vorrà definitivamente acquistare l’opera potrà farlo, ottenendo inoltre uno sconto pari al 50% del denaro investito per il noleggio.

Una favola con un lieto fine, sembrerebbe, dal momento che la startup Art Remba stima che la domanda per il servizio di noleggio sia aumentata del 40%, permettendo a tutti, artisti e amanti dell’arte, di poter godere dei benefici dell’illusoria appartenenza di capolavori da sfoggiare in casa propria.

Forse verrebbe da chiedersi quanto forte sia stato l’impatto con una crisi economica che, ancora una volta, lascia il debole senza nulla per dare a chi ha di più, e quale sia, poi, il diritto del denaro che dà la possibilità di ottenere quello che potrebbe essere un patrimonio universale.

L’arte affittata, comunque, non è frutto della nostra epoca dal momento che ha origine dai prestiti museali, così come non sembra essere una novità il potere accostato all’arte stessa.

È per questo che il fenomeno dell’ Art-Rental potrebbe rappresentare il futuro per l’artista che non teme il fallimento del proprio lavoro e che vede nelle sue opere una rinata possibilità di fare leva per risollevare il mercato.

Per non parlare dei clienti che, finalmente, hanno la possibilità di godere della vista di una ricchezza artistica in casa propria. Nasce, insomma, un nuovo rapporto tra l’arte e i suoi amanti, una sorta di contratto a tempo determinato… sintomo che la crisi colpisce proprio tutti.

Art-Rental: l’arte che si affitta