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Eroica Fenice

Australia: in treno più libri e meno smartphone

Australia, il capostazione Kerry Carr ha detto basta alla massa di pendolari dipendenti dagli smarphone, iniziando, nel gennaio 2015, un progetto che vede protagonisti i libri e l’equo scambio di questi.

La stazione di Wacol, a Brisbane, nel Qeensland, si fa promotrice di un’esperienza innovativa, basata sull’installazione di una mini biblioteca in cui poter scegliere il libro da leggere e scambiarlo con un altro. Non mancheranno consigli, considerazioni e condivisioni tra i lettori, sempre più inglobati in un vero e proprio circolo vizioso di book crossing.

L’idea sembra sia nata da un passeggero che, si pensa volontariamente, ogni giorno lasciava libri in stazione fingendo di dimenticarli. L’attrazione dei passeggeri per i libri falsamente abbandonati ha dato il via, nella mente del capostazione più creativo che ci sia, ad un’idea che, oltre all’innovazione, nasconde una rivoluzione!

L’Australia diventa l’esempio lampante della possibile ribellione alla dipendenza da smartphone, affinché venga debellata la solitudine la cui causa è troppe volte la tecnologia e in cui l’esplorazione di mondi sempre nuovi, obiettivo primario di ogni libro, viene sostituita dalla triste consuetudine dei social network che, si sa, di social hanno ben poco.

La vita del pendolare è piena di viaggi in un mondo conosciuto, ma scarna di tragitti verso universi inesplorati. Una abitudine è ormai il dilagare di volti segnati dall’apatia quotidiana, una routine che costringe a scappare, correre più veloce di un treno, più veloce del tempo, per raggiungere un minuto che è fatale e che potrebbe far crollare tutto se solo lo si perdesse.

È una corsa contro il tempo, che è veloce come un treno, quella dei viaggiatori, è per questo che –una volta entrati- non c’è più spazio per emozioni sul viso, se non domande e dubbi, preoccupazioni e continue occhiate all’orologio perché il tempo è denaro.

Molte volte i protagonisti non sono nemmeno gli orologi, complici di occhiate fugaci per restare al passo col tempo che fugge, ma i cellulari: rifugio necessario per scappare dal dialogo.

Incontrare un conoscente diviene una maledizione, mero ostacolo per il proprio, protettivo, rifugio personale fatto di circuiti, giochi, “like” e una miriade di stati sui cui riversare il contenuto delle proprie vite.

La gente dimentica il privilegio dell’invisibilità, per lasciare entrare il mondo in una vita che non viene realmente vissuta, ma riversata così come la si vede, vuota, in un universo che non è nemmeno quello reale. Un mondo artificiale che entra in una vita altrettanto artificiale.

L’Australia dice basta alla solitudine, ai mondi artificiali, per invitare tutti a condividere sì la propria vita, ma col mondo reale, con lettori sfegatati ricchi di pareri ed emozioni, così da poter ritrovare un gusto nuovo, per riscoprire l’esistenza di qualcuno che non se n’era mai andato: l’altro in carne ed ossa!

Non meno importate il valore dei libri stessi, cardine della formazione umana e dell’unità dell’anima, poiché la prima rivolta parte da lì.

Affinché il viaggio in treno non sia più un vuoto tragitto mandato avanti dall’inerzia, ma l’inizio di una nuova avventura. Il messaggio dell’Australia diventa forte e chiaro: più libri e meno smartphone!

Australia: in treno più libri e meno smartphone