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Eroica Fenice

Baricco legge “Il giovane Holden” alla Repubblica delle idee

Tra il 5 e l’8 giugno si è tenuta a Napoli l’ultima edizione de “la Repubblica delle idee”, la kermesse culturale patrocinata dal quotidiano di Carlo De Benedetti. A conclusione della giornata inaugurale lo scrittore e docente di scrittura Alessandro Baricco ha tenuto un reading de “Il giovane Holden”, capolavoro dell’americano J. D. Salinger.

L’evento ha avuto come cornice d’eccezione il teatro San Carlo, dove Baricco, appassionato melomane, ha ricordato l’importanza del Massimo Napoletano, vera e propria “Hollywood” del bel canto. L’occasione dell’incontro è nata da una nuova traduzione del libro proposta da Einaudi a cura di Matteo Colombo. E neppure casuale è stata la scelta dello scrittore torinese, che ha intitolato al protagonista di Salinger la scuola di scrittura da lui fondata e diretta. Baricco ha affermato il parallelo tra la nuova traduzione del capolavoro di Salinger, resasi necessaria per adattare al gusto moderno la formazione di Holden Caulfield (l’ultima traduzione italiana risaliva al 1962), e la necessità di un rinnovare il cartellone del San Carlo, aprendolo alla musica contemporanea, al teatro di prosa e alla letteratura così da riprendere quel ruolo di protagonista culturale e sociale che rivestiva fino a due secoli fa.

Poi Baricco ha letto alcuni suggestivi passi del romanzo mettendo in luce, con la sua abilità da cesellatore della parola e provetto comunicatore, l’arte di Salinger nel ritrarre personaggi dal grande spessore psicologico e nel raccontare il “non detto”, vera dote dei grandi maestri della letteratura.

Baricco evidenzia le qualità stilistica di Salinger leggendo passi come l’ultimo colloquio tra Holden, ormai espulso dal suo liceo per lo scarso rendimento scolastico, con il professor Spencer, il suo docente prediletto: l’astio ostentato verso il maestro nasconde l’ammirazione e l’intelligenza del ragazzo, rendendolo un personaggio dalla finissima ambiguità.

Nel dialogo con la sorellina Phoebe, invece, Baricco mostra come Salinger applichi in maniera esemplare la tecnica del “portare a spasso il cane”: alle domanda pressante della sorella su cosa in realtà piaccia ad Holden, il ragazzo oppone risposte divaganti, fino all’emblematico richiamo al titolo originale: prendere al volo i bambini nel campo di segale (The catcher in the rye) prima che cadano nell’abisso. Perché – spiega Baricco – le storie cominciano quando lanci il bastone al cane e questi lo afferra, ma non te lo riporta indietro.

Baricco chiude l’incontro spiegando l’importanza fondamentale di questo testo, citando uno dei passi più noti, dove Holden, nei pressi di un lago ghiacciato, si domanda dove vadano a finire le anitre quando migrano. “Noi, alla scuola Holden, pensiamo che gli scrittori siano coloro che si chiedono dove vanno a finire le anitre”.

– Baricco legge “Il giovane Holden” alla Repubblica delle idee –

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