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Eroica Fenice

Black Sails

Black Sails e la maledizione di Jack Sparrow

Black Sails, una serie creata da Jonathan Steinberg, vede tra i crediti Michael Bay, il cui stile unico, personale e coerente lo rende facilmente riconoscibile, e racconta la storia di capitani e pirati, di truffatori e donne manipolatrici, tesori e guerre, soprattutto con la marina britannica. L’obiettivo, però, emerso dal lavoro di regia e sceneggiatura, è quello di allontanare l’immaginario comune da quel mattone culturale che è Pirati dei Caraibi. Il prodotto alla fine riesce nel suo intento, offrendo un racconto che è decisamente più adulto rispetto alle mirabolanti avventure di Jack Sparrow.

Long John Silver e il Capitano Flint sono i due personaggi chiave della serie, personaggi che potreste avere già incontrato da piccoli nell’Isola del Tesoro di Robert Louis Stevenson, romanzo di cui Black Sails è una sorta di prequel.

Il primo episodio è un pilot che vede il Capitano Flint (Toby Stephens) impegnato da una parte nel tentativo di cercare di mantenere intatta la propria autorità sulla ciurma della Walrus, dall’altra, invece, tenta di scoprire il mistero di una pagina scomparsa da uno dei diari di bordo e rubata al comandante di una nave attaccata e conquistata all’inizio. Una pagina, quella scomparsa, che conterrebbe le coordinate esatte dell’Urca de Lima. La pagina al momento si trova in possesso di John Silver (Luke Arnold), arruolatosi sulla Walrus come cuoco, il quale sta cercando di venderla al miglior offerente tramite l’aiuto di Max (Jessica Parker Kennedy), una delle prostitute impiegate negli svariati bordelli di New Providence.

Black Sails, un prodotto di qualità?

Se guardiamo alla qualità della scrittura, elemento cardine di ogni successo narrativo, soprattutto se parliamo di serie tv, Black Sails raggiunge un ottimo punteggio. Certo, non possiede la raffinatezza dialogica e le sorprese di Game of Thrones, ma riesce ad affiancare al semplice filo narrativo della ricerca dell’Urca tante sottostorie, trattate con cura, in cui i personaggi trovano una loro dimensione e uno spessore pregevole. Quella di Black Sails non è, indubbiamente, una vera e propria narrazione incalzante, ma difficilmente si potrebbe parlare di noia o di errori. Un certo approfondimento politico delle vicende piratesche diventa strumento essenziale per sganciarlo dalla tradizione e mostrare il volto oscuro della pirateria: quello, cioè, della vita quotidiana di un pirata, fatta non solo di arrembaggi e omicidi, ma di lavoro per il mantenimento della nave, di gestione dei rapporti commerciali o di visite nei bordelli del posto.

Se fosse solo per la storia è certo che probabilmente faticherebbe a spiccare, ma quello che della serie è davvero importante è che è un vero e proprio spettacolo per gli occhi.
Girata nei Cape Town Film Studios di Cape Town, in Sudafrica, la serie lascia tutto il tempo (anche se non troppo) per assaporare le sue location e le sue ambientazioni, partendo da una sigla che già di per sé è un esempio di altissimo artigianato.
Proprio perchè siamo abituati a vedere green screen (talvolta usati davvero male), con l’ambientazione di Black Sails possiamo solo tirare un profondo respiro purificatore.
Che sia in interne o esterne, con qualche effetto speciale che non disturba lo spettatore, gli autori sfruttano, quasi maniacalmente, ogni goccia di luce naturale che riesca a penetrare tra due assi di legno o sotto le trame di una stoffa.

Discorso simile vale anche per il cast, dove a vincere è comunque l’immagine. Gli attori di Black Sails prima che ottimi attori sono attori giusti per la parte. Toby Stephens è perfetto per il Capitano Flint, possiede il viso e le espressioni ideali per trasmettere il carisma e i segreti del protagonista. La migliore, però, è Hannah New, il cui visino angelico ma determinato è esattamente quello che serviva al personaggio di Eleanor, la donna che governa, un po’ a fatica, New Providence e per questo è sempre in continua lotta per affermare il proprio ruolo.

Attualmente, la serie conta ben tre stagioni. La quarta è in arrivo a gennaio 2017.

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