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Eroica Fenice

BODY WORLDS: Corpi che giocano con noi, per scoprire e ricordare chi siamo

Oltre 38 milioni di visitatori, in più di sessanta città del mondo. Un grande successo per gli allestimenti di Roma, Napoli e Milano. Fino al 27 Aprile Gunther von Hagens’s BODY WORLDS è a Bologna, ospitata negli spazi della ex GAM.

BODY WORLDS è l’unica mostra che permette al pubblico di conoscere il corpo umano: la tecnica della “plastinazione”, inventata e brevettata dall’anatomopatologo Gunther von Hagens all’Università di Heidelberg, consente la conservazione di tessuti e organi dal deperimento post mortem, sostituendo ai liquidi corporei polimeri di silicone. La mostra illustra i meccanismi vitali, il funzionamento degli apparati, come quello cardiaco e respiratorio, e le differenze tra organi malati e sani. BODY WORLDS ha, inoltre, un proprio programma di donazione dei corpi curato dall’Institute for Plastination, che conta più di 13000 donatori registrati.

Naturalmente le polemiche non sono mancate. Mostra shock per qualcuno, “un’inutile provocazione” per la curia di Bologna: il cardinale Carlo Caraffa ha bollato l’evento come “di infimo livello, sensazionalistico, offensivo della sensibilità umana”, per la presentazione  al pubblico di cadaveri umani, compreso quello di una donna incinta.

Bisognerebbe partire da un concetto, per capire realmente lo scopo della mostra. La morte è un fatto naturale. Comprendere questo è il primo passo per guardare alla vita come ad un fatto eccezionale e, di conseguenza, proteggerla. Ecco che il pensiero corre agli studi rinascimentali d’anatomia di Leonardo e di Andrea Vesalio, combinati, in questo caso, con la tematica della prevenzione e della necessità di condurre uno stile di vita sanoSecondo un’indagine, coloro che hanno visitato la mostra hanno raggiunto una nuova consapevolezza dei danni provocati da pratiche come il fumo e l’alcol, e hanno provato a ridurle.

È fondamentale vedere coi propri occhi cosa accade nel nostro corpo. L’esperienza diretta è il pilastro della conoscenza, e se prima di Gunther von Hagens l’aveva fatto il nostro Leonardo, forse, dovremmo fidarci.

Nunzia Serino

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