Bologna Violenta Live Report 10/01/15

Nicola Mazan in Arte Bologna Violenta

È l’una precisa di un sabato sera come tanti altri, al centro storico: le strade sono piene di gente e del fragore di una Movida che si è appena svegliata e continuerà fino al mattino.

Noi ci troviamo in quella cornice fantastica che è il George Best Music & Football, uno dei pochi locali napoletani che tenta imperterrito di fornire musica di qualità ad una città in cui vige la legge del dub e del reggae.
L’atmosfera è casalinga e il locale si riempie velocemente di gente, sembra tutto tranquillo, gli astanti chiacchierano amichevolmente, tutti ad aspettare chi spezzerà la loro tranquillità portandoli in un universo parallelo fatto di bad trip, satanismo e morti: Nicola Manzan, alias Bologna Violenta.

Il progetto BOLOGNA VIOLENTA nasce dalla testa malata di Nicola Manzan, classe 1976, polistrumentista diplomato in violino che negli ultimi anni si è ritagliato uno spazio nel panorama musicale italiano, collaborando con vari gruppi affermati (Teatro Degli Orrori, Fast Animals And Slow Kids, Baustelle, Paolo Benvegnù, Offlaga Disco Pax).
Nella sua musica sentimenti forti e rabbiose emozioni navigano dalla sua anima fino alle corde di una chitarra ultradistorta che si sposa, in modo sublime, con le immagini che ci offre attraverso un proiettore ben puntato sul muro dietro di lui.
Il live che ci propone è un capitolo di cronaca nera della sua Bologna, “Uno Bianca“, concept album basato sulla omonima organizzazione criminale operante nella regione emiliana tra la fine degli anni Ottanta e la prima metà degli anni Novanta.

Gli atti criminali dei fratelli Savi fanno da padrone durante la prima parte del concerto: una sfilza di date scorre accompagnando una chitarra grind che prende a calci lo stomaco e le orecchie, i colpi di cassa scandiscono i colpi sparati ad ogni crimine, le campane accompagnate da croci, i morti.
Il dinamismo di Mazan fa paura, le sue movenze, i piccoli momenti di calma piatta, il silenzio della sala, tutto sembra parte di uno spettacolo studiato fino al minimo dettaglio.
Dietro le sue spalle crude scene di violenza colpiscono l’anima: la storia di una banda criminale senza scrupoli e di una crudeltà unica nel suo genere.
Vittime innocenti, forze dell’ordine, banchieri, nessuno sfugge alla furia omicida e alla sete di potere dei Savi; le immagini sono forti e di impatto.
Destabilizzante la fine di questa prima parte, il processo alla banda, il suicidio del padre dei Savi proprio in quella Uno bianca che li aveva contraddistinti.

Nicola Manzan è già stremato e gronda sudore, il dinamismo che lo caratterizza nel suonare la chitarra è evidentemente distruttivo.
Ma non si arrende: c’è la seconda parte del disco ad attenderlo.
“I prossimi pezzi sono come i cult di Rete 4, quelli che vedi nella notte, ma questi hanno due bollini rossi”, sdrammatizza.

Si ricomincia, i pezzi questa volta provengono dai suoi album precedenti, “Bologna Violenta“, “Il Nuovissimo Mondo” e “Utopie e Piccole Soddisfazioni“.
Le immagini ricominciano a scorrere: questa è una analisi lucida e musicale della corrente “Bervista” creata dello stesso Manzan.
Il Vegetarianissimo Manzan ricomincia con “Il Nuovissimo Mondo”, che sottolinea che i bambini stanno morendo; sullo schermo scorrono crudissime immagini di animali ammazzati.
Si susseguono pezzi come “Maledetta del Demonio”, “Utopie”, “Vorrei Sposare un Vecchio”, “Sangue in bocca” e la traumatica “Il Convento Sodomita”, suonata con un bellissimo Noise Box.
“Bologna: Ultimo Atto?” è il pezzo più turbante di tutto il live, storia di Nocera Tirinese, paesino sperduto della Calabria dove i giovani, durante il Venerdì Santo, si fustigano le gambe con vetri e cocci rotti, cospargendo le strade col loro sangue.
La serata si conclude con una bellissima “Mi Fai Schifo”, indubbio manifesto di Bologna Violenta: tra destabilizzanti immagini e flash, sunto della filosofia del bervismo, il concerto è ormai finito.

Con le orecchie completamente distrutte ed il fisico veramente provato dall’esperienza, un’ultima occhiata al banchetto e qualche chiacchiera finisce una serata indimenticabile, che entra prepotentemente tra i live più belli dei primissimi giorni del 2015.

Bologna Violenta Live Report 10/01/15

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Autore dell'articolo

Gabriele Rotondo

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