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Eroica Fenice

Cannes, che la festa del cinema abbia inizio

Cannes, Festival del cinema. Evento magnifico, favolistico, surreale, che anche quest’anno, giunto alla 68esima edizione, apre le sue porte regalando un appuntamento imperdibile a tutti  i cinefili veri, gli appassionati che non perdono neanche una pellicola.
Nella suggestiva cornice della cittadina francese, anche quest’anno dal 13 al 24 Maggio, alloggeranno le star più luminose di Hollywood, i registi più innovativi, la giuria più irreprensibile per decretare i vincitori del concorso, ma soprattutto per dare vita a quello spettacolo d’arte che riesce ancora ad emozionare chi di quest’arte ha fatto il fondamento della sua vita.

Il Festival di quest’anno è all’insegna delle donne e del loro estro creativo. La rassegna si apre con “La Tete Haute“, primo film in concorso, per la regia di Emanuelle Bercot,  regista e sceneggiatrice francese (Les Vacances, Ele s’en va) con protagonista Catherine Deneuve. Proseguirà con “Mad Max: Fury Road”, con Charlize Theron,  quarto capitolo, in 3D, della saga ideata George Miller nel 1979.

L’Italia, da sempre patria del cinema e legata a quest’arte, anche quest’anno farà sentire la sua voce. Sono infatti i tre gli autori italiani in concorso: Nanni Moretti con “Mia madre”,  che racconta la vita di una regista di successo che si trova a far fronte a problemi lavorativi e familiari e ad accudire la madre Ada, (con Margherita Buy e John Turturro);  Matteo Garrone con “Il racconto dei racconti”, che riporta a Cannes il genere fantasty tra draghi e creature soprannaturali; e Paolo Sorrentino, che torna dopo l’Oscar vinto nel 2013 con “La grande bellezza” con una nuova pellicola dal titolo “Youth” -La giovinezza- (con Jane Fonda, Rachel Weisz ed altri attori di calibro stellare).  E ancora per l’Italia  gareggia il documentario di Roberto Minervini:”Louisiana (The Other Side)”, un racconto tutto italiano di un’America ai margini.
C’è una nota italiana anche nella madrina di quest’anno che è Irene Bergman,  protagonista de “la Dolce vita” e musa di Fellini, talento infinito e artista come non ce ne saranno più, orgogliosamente nato nella nostra nazione genio che hae portato, rinnovato e sancito il valore della settima arte nel mondo.
C’è grande attesa anche per i film fuori concorso, tra cui l’imperdibile “Irrational Man” di Woody Allen, ll’attesissimo “Il piccolo principe” di Mark Osborne, basato sull’omonimo libro di Antoine De Saint – Exupery, l’opera ispirata alla vita di  Amy Winehouse, Amy (“Sèances de minuit”) di Asif Kapadia e il film diretto da Natalie Portman che esordisce come regista in “A Tale of Love and Darkness” (Sèances Speciales). Non può mancare poi la produzione firmata Disney Pixar,  “Inside Out” di Pete Docter e Ronaldo Del Carmen, che spesso è quella che anche gli adulti, non solo i bambini, attendono con maggiore curiosità. 
La diatriba è sempre aperta tra chi sostiene che il Festival di Cannes sia una rassegna ancor più valida dell’Oscar, perché, mentre il mondo è americanocentrico, a Cannes si respirano ancora atmosfere tipicamente europee e si impone il nostro cinema nel mondo, anche al cospetto della Statua della Libertà.
Ciò che è sicuro è che in un mondo ossessivamente preso dai numeri, dal business e dal materialismo, i sognatori riescono ancora a vedere in questo tipo di eventi (i cinici ricorderanno che anche Cannes è prodotto dal business) un’occasione per sognare ancora, per evadere, per immaginarsi lì sul Red Carpet insieme alle star.
Questo tipo di operazione può farlo solo chi ama l’arte al punto da provare una gioia segreta quando la sua passione viene così fieramente celebrata dal mondo intero.

Ha il via il Fesitval di Cannes, e il cinema trionfa