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Eroica Fenice

Celebrare il Bimillenario della morte di Augusto

Augusto, poco prima di morire “apud Nolam” (“presso Nola”), il 19 agosto del 14 d.C., avrebbe pronunciato queste parole: “Fabula acta est! Plaudite!” (“Il dramma s’è concluso! Appaludite!”) 

L’aneddoto è tràdito da Svetonio – biografo ed erudito, vissuto tra il primo ed il secondo secolo d.C. – ne “Le vite dei Cesari”.

Si tratta dell’espressione convenzionale, pronunciata al termine di una rappresentazione teatrale. Ma tali parole, pronunciate dal Princeps, all’atto conclusivo della propria esistenza, assumono un sapore particolare.

E, a dirla tutta, Augusto non aveva propriamente ragione: la “fabula” della sua esistenza, tutt’altro che conclusa, trova una nuova, magistrale interpretazione nei varî eventi che Roma e Napoli hanno organizzato, in occasione del bimillenario della sua morte.

Dal 18 settembre al 31 ottobre 2014, è possibile visitare la Casa di Augusto (Domus Augusti), costruita sul versante sud-ovest del Palatino.

Alle stanze, nelle quali si articola la Domus, si accede attraverso un ambiente di passaggio, coperto da una volta a botte, affrescata con un motivo a cassettoni; le pareti presentano decorazioni geometrizzanti. Nella zona occidentale della casa erano situati gli ambienti privati; nella zona orientale, era ubicata la domus publica, le cui stanze si differenziano per lo stile più severo e formale. Tale articolazione è significativamente funzionale ad un messaggio di tipo politico, di cui Augusto si faceva latore: il Princeps intendeva presentarsi, contestualmente, come personaggio pubblico e privato.

Tra gli ambienti più significativi, va menzionata la “Stanza delle maschere”, caratterizzata da un’articolata decorazione architettonica – che ricorda una scenografia teatrale, avente, al centro, la raffigurazione di un santuario agreste, e la “Stanza con le ghirlande di pino”, caratterizzata dal modulo decorativo del festone di pino, sorretto dai pilastri lignei di un porticato. Gli affreschi della casa di Augusto sono riconducibili al periodo mediano del Secondo Stile, datato tra la fine del I sec. a.C. e l’inizio del I d.C. e caratterizzato da colori caldi e luminosi e dalla tendenza alla rappresentazione illusionistica dello spazio, attraverso vedute prospettiche su cortili, giardini, sale, delimitate da cornici e lesene.

La Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma ha curato lavori di restauro dei dipinti murali (raffiguranti ghirlande di fiori e frutti e avventure di divinità ed esseri alati), dei mosaici pavimentali (in bianco e nero e con motivi geometrici o figurati) e degli ambienti decorati con tarsie marmoree (opus sectile) della Villa di Livia Drusilla, terza moglie di Augusto, a Prima Porta, lungo la via Flaminia. È stato risistemato lauretum (“giardino di allori”), donde venivano prelevati ramoscelli, per intrecciare le corone trionfali. Infine, è stato riallestito l’Antiquarium,contenente i reperti di scavo, che consentono di ricostruire la storia del sito. La Villa di Livia rappresenta un esempio di villa extra-urbana, adibita a proprietà terriera e luogo di otium. Aperture straordinarie della Villa, in occasione dell’inaugurazione dei nuovi percorsi, sono state fissate per i giorni 13, 20 e 27 settembre; per il resto dell’anno, sarà comunque possibile accedere alla villa, con ingresso gratuito (e con la possibilità di una visita guidata a pagamento, ogni terza domenica del mese.)

Avrà un ruolo rilevante, nell’ambito della commemorazione anche l’Ara Pacis Augustae, altare marmoreo fondato il 4 luglio del 13 a.C. e dedicato il 30 gennaio del 9 a.C., per volontà del Senato come simbolo della pacificazione dell’impero, dopo il felice ritorno di Augusto dalla Spagna e dalle Gallie: sarà possibile ammirarla in una (per noi inedita) facies policromatica, attraverso proiezioni di luci.

Apporterà un importante contributo commemorativo anche la Campania, a cui Augusto era particolarmente legato come dimostrano il complesso di Pausilypon e la Villa Iovis, situata sulla vetta del monte Tiberio, nella parte orientale dell’Isola di Capri.

Giuseppe Vecchio, responsabile della Soprintendenza Archeologica di Napoli per l’area nolana, e Valeria Sanpaolo, direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Napoli hanno organizzato un ricco calendario di eventi, con mostre, filmati multimediali, rappresentazioni teatrali e convegni.

Anche Cinzia Trinchese, assessore ai Beni e alle Attività Culturali di Nola, ha promosso importanti eventi, tra iquali ricordiamo la mostra dedicata ad Augusto, con opere di Romualdo Schiano, presso la Chiesa dei Santi Apostoli di Nola (visitabile dal 20 al 27 settembre, dalle ore 17.30 alle ore 20.00) e la visita guidata alla Villa Romana di Via Saccaccio (27 settembre, ore 17.00). Il Museo Archeologico di Nola sarà sede di diversi convegni.

Insomma, una ricchissima ed articolata serie di eventi, davvero degna di commemorare il Princeps, che, con carisma ed intuito, garantendo formalmente “la persistenza tradizionale del vecchio, anche se snaturata dal nuovo” (per usare le parole del Professore Elio Lo Cascio), seppe, ad ogni modo, farsi promotore di una nuova stagione politica.

– Celebrare il Bimillenario della morte di Augusto –