Seguici e condividi:

Eroica Fenice

A’ ChiEna. Mafia cinese al Theatre de Poche

Resistenza Teatro presenta A’ CHIeNA, uno spettacolo scritto da Ivan Luigi Antonio Scherillo e diretto da Diego Sommaripa.

Pochi personaggi e un solo protagonista dalla presenza scenica e teatrale decisamente importante. Una recitazione impeccabile infatti quella di Pippo Cangiano, che riesce a tenere il pubblico attento, inchiodato, concentratoUn “re dell’oscuro” dotato di un’ironia amara, un boss appartenente alla camorra napoletana appena uscito di galera che, minacciato dalla mafia cinese, si rifugia in un bunker. La scenografia risulta concretamente essenziale. Una sediatrono, un tavolo e un mandarino, una radio e una statuetta di Padre Pio la fanno da padrone.

Qui il Nouveau Theatre de Poche ha fornito un’atmosfera senza eguali, grande punto di forza in un insieme che però non appare molto originale.

È infatti sempre la terra dei fuochi la cornice di uno squarcio di malavita, sentimenti, relazioni nate o che non nasceranno mai. Si riconoscono elementi già denunciati da anni, problematiche di ieri, oggi e domani, come la tratta di esseri umani, di intere famiglie cinesi o ancora come l’inquinamento delle colture campane.

La regia, più vicina al taglio cinematografico che al teatro, ricorda quasi i primi film di Tarantino, veloce, efficace, incisiva.  Lo spettacolo viene infatti scadenzato dal nostro nostalgico boss che segna su di una lavagnetta i giorni che scorrono quasi come fossero nuovi ciack.

Dove trovare un po’ di luce in uno scenario così angusto se non in un giovane amore? Ed è qui che subentra una timida Sara Missaglia nelle vesti di una giornalista intraprendente. Bella, intelligente, pura, l’altra faccia di una medaglia malata.

Un testo questo in cui le parole hanno un peso, un valore nella realtà quotidiana. Un’ironia cinica caratterizza infatti l’intero copione facendo spesso sorridere con l’amaro in bocca, ma toccando argomenti, come abbiamo già detto, un po’ troppo sentiti o, forse, un po’ troppo Lanzettiani. Richiami non molto palesi, quindi, spesso travestiti finanche da Gomorra.

Una grotta buia in cui i sentimenti e le riflessioni prendono spunto da un InferNapoli nascosto e piucchemai nostrano. È una storia di mafia e tenerezza, di uominimerce e famiglia, di verità altrui. Ma direi quasi sicuramente un’aria già respirata.

 -A’ ChiEna, la mafia cinese al Theatre de Poche-