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Eroica Fenice

coppia gay

Coppia gay in Rai, sì o no?

Coppia gay in Rai sì, coppia gay in Rai no. Elucubrazioni notturne su quello che sembra il caso del momento.

Un posto al sole è una soap opera che, tra bello e cattivo tempo, tra temi scottanti e incoerenze imbarazzanti, da quasi vent’anni (il primo episodio fu trasmesso nel 1996, ndr) accompagna la cena delle famiglie italiane e non solo di quelle napoletane, credetemi.

I suoi personaggi sono diventati delle persone di famiglia tanto che, incastrata in una strettissima curva, chi scrive ha salutato la persona alla guida del S.U.V. che bloccava il traffico con un “Ciao Raffaele!” (nome  del personaggio interpretato dal simpaticissimo Patrizio Rispo, ndr).

Essendo diventati, appunto, delle persone di famiglia, i personaggi sono esposti alle critiche più dure soprattutto quando la loro evoluzione sembra non gustarci troppo.

Il caso del momento è quello di Sandro, disgraziatissimo figlio di Roberto Ferri, che finalmente dopo anni di sofferenza ed insicurezza, sembra aver fatto pace con se stesso ed aver accettato l’idea di essere omosessuale. Omosessualità, la sua, coerente col personaggio, dal momento che con un padre cinico e sciupafemmine come Roberto o viene fuori un Christian Grey con tanto di contratto e stanza delle torture, o viene fuori una persona che cerca un uomo che dia importanza ad altre cose rispetto al potere ed ai soldi. Da osservatrice più che da fan, mi sono sempre aspettata questa seconda ipotesi e adesso che, finalmente, Sandro può sorridere felice ecco che, come un avvoltoio, l’opinione pubblica comincia a mordicchiarne il cadavere.

“Si sono baciati…non me lo aspettavo dalla Rai”

“Meno male che non hanno fatto vedere niente…quella è la Rai”

“No, la Rai non lo doveva fare…”

Ma perché scusate, la Rai è eterosessuale?

Forse vivo in un altro mondo e non mi sono accorta che mettendo piede in Rai Ilona Staller diventerebbe una suora di clausura e Platinette un uomo sobrio che passa inosservato?

Andiamo, non siamo bigotti. La programmazione la fanno lo share, l’opinione degli ascoltatori, il sano ed il marcio che c’è nella mente di chi guarda. Tutto questo polverone di ingiurie e storture di naso per non voler accettare la realtà delle cose?

“Sì, ma stava con Rossella…glielo doveva dire…”

Ah, sì? E perché?

Perché la gente ancora si aspetta che i gay si alzino al mattino e convochino una conferenza stampa per annunciare a colleghi e conoscenti, a parenti ed amici che si sono innamorati di una persona del loro stesso sesso?

Forse che gli eterosessuali fanno lo stesso? Non mi sembra proprio.

Tuttavia mi sembra che sia questo l’aspetto più triste della nostra società, il fatto di doverci ancora appigliare a delle definizioni, a delle etichette, a dei cavilli. Ho smesso di meravigliarmi davanti ad un bacio tra due persone dello stesso sesso quindici anni fa, quando ho scoperto che degli uomini venivano torturati in più parti del mondo a causa della natura del loro amore.

Non nascondiamoci dietro un dito, sono altre le cose che dovrebbero scandalizzarci oggi e, dunque, ora e sempre: sì, la coppia gay in Rai, sì!

– Coppia gay in Rai, sì o no? –