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Eroica Fenice

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Cucina e musica: una sinfonia che sazia!

La Cucina accompagna da sempre la vita di ciascuno, ma si è così abituati a convivere con essa che non sempre ci si sofferma a riflettere sul suo valore.

Il percorso umano è stato spesso segnato dall’evolversi dell’Arte in senso stretto, che ha permesso una maturazione umana ed intellettuale attraverso pacifiche evoluzioni o accesi scontri che, in ogni caso, hanno trasformato l’Uomo in ciò che è tuttora. Dunque oggi, nella continua promozione di varie discipline diverse tra loro, tra le “forme d’Arte”, non si può non far cenno alla Cucina.

Figlia di un Dio minore

Se l’Arte è quel fenomeno che permette di esprimersi, che suscita emozioni e rapimento, coinvolgente al punto di far dimenticare dello spazio e del tempo, la Cucina ha sicuramente diritto di essere annoverata tra le sue file, innanzitutto perché è luogo di passioni che si incrociano e si scontrano, ma sicuramente irrompono nella vita di chi, quando si siede a tavola, sceglie di staccare la spina e di godersi un’opera d’Arte.

In secondo luogo perché nel cibo si cercano evasione, stimoli, sorpresa, conoscenza, appagamento dei sensi… emozioni  che l’Arte ha la prerogativa di suscitare!

Infine perché, per ottenere un buon piatto, si deve avere una non superficiale accortezza nella scelta delle materie prime, nella modalità di realizzazione e nelle tecniche da adottare, nell’estetica della presentazione: è la creatività che dà vita al piatto e la passione che gli dà corpo.

La Cucina, come le altre arti, parte dal concetto di “creare”. Si può senza dubbio obiettare che essa è la naturale conseguenza di un bisogno primario di cui non possiamo fare a meno, ma la premura e l’attenzione che sono dietro alla concretizzazione di un piatto e l’esplosione di sensi che spesso ne accompagna la degustazione, esulano dal semplice soddisfacimento di una necessità. Senza contare che le arti rispondono all’esigenza di soddisfare altri tipi di appetiti, mentali o emotivi che siano, ma sempre tali!

Un grande chef è colui che riesce, con la sua organizzazione e la sua visione d’insieme, a creare un capolavoro in cui tutti gli elementi sono egualmente valorizzati e concorrono a stimolare tutti i sensi. Quasi, dunque, un direttore d’orchestra.

“Non conosco un’occupazione migliore del mangiare, cioè, del mangiare veramente. L’appetito è per lo stomaco quello che l’amore è per il cuore. Lo stomaco è il direttore che dirige la grande orchestra delle nostre passioni” dice Rossini.

Il connubio tra Cucina e Musica dura da tre secoli e più di un Artista si è dilettato a operare, con l’ideazione di un piatto, un parallelismo tra le due – riscuotendo notevole successo nelle sue cerchie e non solo – o ad associare queste attività nel suo quotidiano.

Si pensi, tra gli altri, a Giacomo Puccini e alla sua  pasta con le sarde, alle straordinarie  “interpretazioni culinarie” venete del risotto dedicate alle “Quattro Stagioni” di Antonio Vivaldi (Risi e Bisi per la Primavera;  Risotto alle Seppie per l’Estate; Risotto ai Finferli  per l’Autunno e Riso e Cavolfiore per l’ Inverno), ai complicati ravioli di Niccolò Paganini, alla serie di ricette messe in musica da Leonard Bernstein con il titolo “La bonne Cuisine”, la lode ad un dolce al miele dei Beatles con “Honey Pie”, la divertentissima Cantata sul caffè di Johann Sebastian Bach, il “Sandwich alla Elvis (Presley)” e le “Palline di pistacchio” di Mozart.

Senza dubbio alcuno, però, il più grande musicista esperto di culinaria è stato Gioacchino Rossini. I suoi biografi raccontano che da bambino faceva il chierichetto per bere il vino della messa e che da ragazzo era spesso indebitato perché non sapeva resistere alla tentazione di ristoranti o di vini eccellenti. Confessò d’aver pianto solo tre volte nella vita: quando gli fischiarono la sua prima opera, quando sentì suonare Paganini e quando durante una gita in barca gli cadde in acqua un tacchino farcito ai tartufi.
Il suo cuore palpitava per i maccheroni ma il suo nome è rimasto legato, in ambito culinario, ai famosi “Tournedos“, piatto a base di foie gras e tartufo nero, dedicati a lui da Carème, il cuoco più famoso del suo tempo.
Ulteriore punto in comune tra Musica e Cucina sta negli effetti positivi che determinano fisicamente: l’assunzione di cibo ed il piacere che ne deriva producono serotonina, una sostanza naturale essenziale che regola umore, appetito, sonno e percezione della sofferenza, mentre uno studio statunitense condotto dal Centre for Interdisciplinary Research in Music, Media and Technology  e dal Neurological Institute and Hospital della McGill University di Montreal dimostra che la musica fornisce dopamina e attiva nel cervello umano i centri del piacere.

Si può dunque concludere che, innanzitutto, la Cucina può essere sicuramente eletta a forma d’Arte, capace com’è di coinvolgere tutti i sensi e permettere un’esperienza emotiva che va oltre il semplice soddisfacimento di un bisogno primario e, in secondo luogo, che esiste da sempre un forte richiamo tra cibo e Musica, tanto che, nel mondo musicale, i piaceri della tavola hanno sempre fatto parte della vita dei più importanti compositori o dei grandi artisti.

Bon appétit!

Cucina e musica: una sinfonia che sazia! – Eroica Fenice

-Piano Pianissimo: cibo e musica, un dolce connubio –

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