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Eroica Fenice

Dacia Maraini si racconta

Poche volte mi è capitato di accostarmi ad uno scrittore e soprattutto riuscire a scambiare con lui qualche parola con calma e tranquillità. Ho avuto l’opportunità di intervistare Dacia Maraini, nota scrittrice italiana. Il suo garbo e la sua gentilezza d’altri tempi fanno capolino dai suoi occhi azzurro cielo. Ho voluto approfittare della sua disponibilità per farle qualche domanda partendo dal suo ultimo libro, Chiara di Assisi. Elogio della disobbedienza, pubblicato da Rizzoli.

Dato che Lei già in passato si è occupata della questione femminile, che senso ha oggi scrivere un libro su Chiara d’Assisi? Cosa c’entra la santa di Assisi con la disobbedienza?

Io mi occupo delle mistiche da molti anni (circa venti). Quindi non è una novità per me. Ho scritto un libro su una poetessa messicana del ‘600, anche lei monaca, Juana Inés de la Cruz. Inoltre, mi sono occupata anche della storia di Caterina da Siena. Mi sento molto vicina alle mistiche che ho studiato attraverso la scrittura. Poi è venuta fuori Chiara di cui mi interessava la disobbedienza. La disobbedienza di Chiara d’Assisi si sviluppa all’interno dell’obbedienza. Lei, pur rispettando la Chiesa e la sua autorità, si è ritagliata uno spazio di libertà. La sua libertà consisteva nel rifiutare qualsiasi proprietà per sposare la povertà assoluta, proprio come faceva Francesco d’Assisi. A quei tempi rifiutare la proprietà significava rifiutare il controllo della Chiesa. Però Chiara d’Assisi compie il suo rifiuto con una dignità e una dolcezza fuori dal comune.

Qual è il libro che Le ha cambiato la vita? Può sceglierne uno?

No, non si può scegliere un libro su tutti. Sono una lettrice accanita: leggo milioni di libri. Come poter scegliere? Posso dire, però, che il primo libro con cui sono venuta a contatto, attraverso i miei genitori, è stato Pinocchio. Un libro che ha avuto un potere illuminante per me.

Un libro, anche della realtà napoletana, che consiglierebbe a noi giovani.

“Il resto di niente” di Enzo Striano è molto bello perché fa capire cosa è stata la rivoluzione napoletana del 1799 e, in particolare, si sofferma sulla figura di Eleonora Pimentel Fonseca, una donna di forza e tempra straordinari. Un esempio ancora valido per i giorni nostri. Altro libro che suggerirei è Il mare non bagna Napoli di Annamaria Ortese; una raccolta di racconti di grande attualità.

Un consiglio che darebbe ad un giovane aspirante scrittore.

Innanzitutto leggere. Questo è un Paese dove si legge poco. Per chi aspira alla scrittura è necessario leggere almeno quattro libri al mese.

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