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Eroica Fenice

Gioventù bruciata: stiamo vivendo un revival?

Sono trascorsi 60 anni da quando il film “Gioventù bruciata” fece il suo ingresso nelle sale e – celando certi anacronismi dietro la saccente percezione open-minded a cui siamo avvezzi di questi tempi – ad oggi più che mai sembra rivolgersi l’opera di Nicholas Ray che vedeva come attore protagonista niente di meno che James Dean. Egli stesso negli anni immediatamente successivi alla produzione della pellicola incarnò il modello di “ragazzo ribelle”, ispirando migliaia di giovani in tutto il mondo. Ad accrescere la sua fama fu anche la sua prematura scomparsa, che come ben sappiamo, è ciò che rende tali icone di una così larga portata. Tuttavia, non staremo qui a ripercorrere la vita (seppur pregna di indiscrezioni) dell’attore, ma ci limiteremo a sfruttare il film, ed in particolare il suo titolo originale, per spiegare un fenomeno che sta verificandosi con irruenza negli ultimi dieci anni, abbattendosi sulla cosiddetta generazione digitale: la ribellione ingiustificata.

“Rebel without a cause” è il titolo con cui questo film è conosciuto dai nostri colleghi oltreoceano ed è proprio ai nati dal 2000 a seguire che questo concetto sta più a cuore.

Aprire gli occhi e ritrovarsi circondati da macchine, computer, automazione, praticità d’uso è quanto di più nocivo possa capitare ad un essere umano. Umano che, in quanto tale, dovrebbe distinguersi dall’animale per la propria capacità di riuscire a giostrarsi tra le possibilità offerte dalla natura, analizzandone i meccanismi, affinchè possa sancire il predominio sulle altre specie. Ma quello che sta accadendo negli ultimi anni è che l’umano novello non riesce più a capire perchè certe cose funzionino in un certo modo, dandole per scontate, dunque ripete anch’esso per automazione, in forma non dissimile a come agisce una macchina. Il risultato di questi fattori è uno solo: l’assenza di difficoltà nel conseguimento degli obiettivi.

In questo artificioso complesso di idee gioca un ruolo fondamentale il teenager. Esso, che per definizione, tende a ribellarsi a qualunque cosa, che sia un genitore, un insegnante o, nei casi più giocondi, al sistema. Ma cosa succede se il suddetto teenager si trova nell’epoca del benessere? Lo sventurato adolescente dovrà far fronte all’uscita dell’ ultimo modello di smartphone, a quale console acquistare , alla scelta della categoria sociale cui omologarsi, e via dicendo. Con assoluta certezza – discernendo le dovute eccezioni – saranno questi i dilemmi che l’adolescente affronterà durante la sua fase di crescita, e saranno questi i principi su cui si fonderà la sua identità di appartenenza alla gioventù bruciata, o per meglio dire di “rebel without a cause”. Il teenager della generazione digitale, per merito del progresso tecnologico e informatico, non dovrà più sostenere il peso della “vita di paese”, il sentirsi segregato in un comune di 2000 abitanti senza vie d’uscita, dal momento che oggi – paradossalmente – si è meno soli quando si sta soli, tra le quattro mura della propria stanza, contornandosi della compagnia di uno smartphone e di tutte le risorse social che può offrire, rispetto a quando ci si trova circondati da persone reali.

La complicazione qui si trova nel fatto che l’adolescente non riesce più a dare sfogo alla propria indole di ribellione nella maniera più appropriata, quindi lo fa nel modo sbagliato: inseguendo ideali irragionevoli, impersonando personaggi mediatici dal gusto discutibile (vedi Giuseppe Sapio, Bello Figo e altri VIP di internet) e concedendo la totalità della propria esistenza alla sola apparenza.

In sostanza, se in passato la “gioventù bruciata” era qualcosa di ammirevole, cui prendere spunto, ad oggi la suddetta – che potrebbe definirsi “gioventù bruciata tra quattro mura digitali” – non è altro che il riflesso del progresso che, a differenza di quanto ritenuto dai più, non è cosa interamente positiva, ciò nondimeno, è probabilmente quello che porterà il futuro della nostra società al declino che va prefigurandosi di anno in anno. Gioventù bruciata. 

– Gioventù bruciata: viviamo un revival? –

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