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Eroica Fenice

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Scritte sui muri: espressione di inconscia ignoranza

L’attuale condizione di alcuni monumenti nel nostro Bel Paese non è altro che testimonianza ed espressione dell’ignoranza sul passato. L’oltraggio delle scritte vandaliche sui nostri muri è spesso pari alla stupidità dei messaggi lasciati con le bombolette spray. Quando poi a essere imbrattati sono i monumenti, si percepisce un chiaro senso di violenza che può essere solo tradotta nei termini di una vera e propria sconfitta del vivere civile.

Tutti i monumenti che versano in tali condizioni sono, a parer mio, diventati l’espressione dell’ignoranza sul nostro passato, dell’insensibilità verso la bruttezza estetica, della rassegnazione verso l’arroganza di qualcuno che definire “criminale” è come fargli un complimento.

Tutto ciò in barba al sacrificio dei nostri padri, al senso della Patria e dell’orgoglio di una nazione. In cima a quella falesia deve ergersi l’estremo sussulto di dignità e il simbolo di una riscossa civile che non può più tardare. Episodi che si moltiplicano quando, al contrario, a diffondersi dovrebbe essere soltanto l’idea che stare insieme e vivere nella collettività significa soprattutto rispettare delle regole e chi non ha voglia di farlo è un essere non civilizzato, primitivo e barbaro.
Così, mentre in Italia gruppi di giovani si organizzano per ripulire (muniti di spugnette, buona volontà e voglia di fare), ciò che la stoltezza di pochi ha tolto al suo splendore, affermando di non avere assolutamente intenzione di cedere agli sfiduciati e ai distruttivi neanche un po’, in Brasile un agente ha imbrattato due giovani vandali dalla testa ai piedi, con lo stesso spray usato da loro per fare i graffiti sui muri, facendo giurare ai ragazzi di non imbrattare più proprietà pubbliche e private.
La soluzione, dunque, è applicare la legge del taglione o più semplicemente contare sul buon senso dei cittadini?

A ciò, però, si aggiungono le solite contraddizioni con cui si è costretti a convivere qui in Italia e, più in particolare, a Napoli dove è circolata la notizia, poi smentita, che un gruppo di giovani volontari è stato denunciato per aver pulito a proprie spese la Fontana di Monteoliveto, deturpata da sempre nella sua bellezza dall’ignoranza e dalla noncuranza di chi mostra di non avere rispetto del territorio in cui vive. In ogni caso, i ragazzi dell’Associazione “Sii turista della tua città” hanno dichiarato di non lasciarsi intimorire da chi vuole spegnere il loro entusiasmo, che è poi l’entusiasmo di un’intera generazione che cerca di dimostrare a fatti che qualcosa sa fare, che qualcosa si può fare e che essere napoletani è meraviglioso.

Certo è che non si è mai vista conciata peggio di così la città che tanto ha dato a tutti noi e che anche tanto quotidianamente ci toglie. Non aggiungiamo “munnezza” ad altra “munnezza”, non imbrattiamo monumenti che ormai rischiano di diventare il simbolo di una capitale di cultura, come Napoli, che va ricordata per ben altri motivi.
Abbiamo il compito, o meglio il dovere, di cercare un domani migliore, per raccontare a chi ci governa, riferendomi a tutte le istituzioni, locali e nazionali, che quello che ci serve è tornare ad essere una metropoli europea, una città d’arte e cultura, una città aperta, e non una città soffocata da idiozia e brutture varie.

Scritte sui muri: espressione di inconscia ignoranza