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Eroica Fenice

Frida Kahlo

Frida Kahlo. Fotografie di Leo Matiz a Bologna

Frida Kahlo. Fotografie di Leo Matiz  è una mostra fotografica dedicata alla celebre pittrice messicana, in esposizione alla galleria ONO Arte Contemporanea (via S. Margherita 10) di Bologna dal 14 gennaio 2016 (opening h 18.30) al 28 febbraio 2016, patrocinata dal comune di Bologna. Nella mostra sono esposti anche gli schizzi preparatori di Vanna Vinci per la biografia a fumetti dedicata alla celebre pittrice che sarà pubblicata da 24 ore cultura il prossimo autunno e 4 grafiche realizzate dall’artista in tiratura limitata. 

Frida Kahlo negli scatti di Leo Matiz

Sono in diversi formati, sia bianco che a colori, i 35 ritratti di Frida realizzati dal fotografo colombiano Leonet Matiz Espinoza, noto come Leo Matiz, scattati a Coyoacan, quartiere di Città del Messico, tra il 1940 e il 1943 e dove la pittrice visse dal 1929 al 1954 con il marito Diego Rivera nella casa blu («Casa Azul»), definita così dal colore che caratterizza le sue pareti.

Oggi sede del museo a lei dedicato, nelle fotografie del celebre fotografo la casa è colta nella semplicità del quotidiano, nel suo essere non solo un luogo dove la pittrice poteva liberamente esprimersi, ma anche un luogo dove, costretta a letto da giovane con il busto ingessato a seguito di un incidente letale dell’autobus su cui viaggiava (il 17 settembre 1925) con il fidanzato Alejandro, cominciò la vera e propria attività artistica: «Non sono morta e, per di più, ho qualcosa per cui vivere; questo qualcosa è la pittura», avrebbe detto Frida alla madre a seguito dell’incidente. L’impedimento del corpo aveva provocato un isolamento dell’artista facendola avvicinare sempre più all’arte della pittura, ritraendo perlopiù sé stessa, ma anche la realtà circostante. Frida Kahlo dichiarò: «Sono il soggetto che conosco meglio».

Rivera e Frida Kahlo

Leo Matiz fotografa la donna mentre passeggia nel giardino che circonda la casa; seduta all’ombra di un albero; mentre con sguardo fiero scruta l’orizzonte; insieme al marito DiegoLa storia che legò i due pittori, intensa e travagliata, iniziò quando Frida, ancora molto giovane e emancipata, non aveva ancora subito il grave incidente che segnò la sua vita: quando si incontrarono nel 1922 Rivera era già un pittore affermato impegnato nel dipingere un murale nell’anfiteatro della scuola preparatoria che Frida frequentava all’epoca, seguendo un corso facoltativo di pittura. Dopo tre anni di isolamento e 32 operazioni, nel 1928 incontrò nuovamente Rivera e nell’agosto dello stesso anno si sposarono, trasferendosi poi negli Stati Uniti, dove divennero noti per la loro pittura “ribelle”. Tornati in Messico, Frida diventò nota tanto che André Breton le propose una mostra a Parigi nel 1941, anno nel quale perse anche il padre. Nel 1939 divorzia da Diego a causa del suo tradimento con sua sorella Cristina, per poi risposarlo nel 1940, dopo aver avuto altri amanti di ambo i sessi fra cui lo stesso Breton e Tina Modotti, militante comunista e fotografa nel Messico degli anni ’20.

Frida Kahlo e Matiz

Le immagini di Leo Matiz, originario della città di Macondo (Aracataca) descritta da Gabriel García Márquez ne Cent’anni di solitudine, scelte anche grazie alla stretta collaborazione con la Fondazione Leo Matiz e Eva Alejandra Matiz, raccontano non solo la grandezza artistica e umana di Frida Kahlo, attraverso i suoi intensi e forti ritratti che trasudano il rapporto di amicizia che lo legava a lei, ma anche la storia di un paese, il Messico, fatto di rivoluzioni, guerra, speranza e acceso dalla fiamma della Kahlo («Da bambina crepitavo. Da adulta ero una fiamma»).

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