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Futuri: presentazione a Ricomincio dai libri

Il 23 settembre, a “Ricomincio dai libri“, la fiera del libro di San Giorgio a Cremano, si è tenuta la presentazione di “Futuri” dell’Italian Institute For The Future, a cura di Roberto Colella, Rosa Stella De Fazio e Roberto Paura. L’Italian Institute For The Future (IIF) è un organizzazione no-profit che riunisce vari enti di ricerca per formulare previsioni attendibili ed elaborare scenari validi per l’Italia del futuro, in modo da promuovere politiche a lungo termine adatte. Le attività di ricerca sono suddivise tra “Centri di competenza”, gruppi di lavoro stabili, e “Osservatori tematici”, gruppi provvisori in attesa di potersi organizzare per divenire dei centri. Ogni sei mesi l’IIF pubblica la rivista scientifica “Futuri” e ha pubblicato anche altri volumi comeSegnali dal futuro” e “Long-term Megatrends 2016”, tutti su previsioni per il futuro.

L‘incontro ha visto la presentazione del numero di giugno 2016 di “Futuri” (il cui argomento principale è la Rivoluzione Demografica), esponendo in particolare un’analisi su Jihad e Cyberwar, contenuta anche nella rivista, ad opera di Roberto Colella e Rosa Stella De Fazio (nella foto in evidenza).

Futuri: Jihad e Cyberwar

Secondo i relatori, sia le Cyberwar (le guerre via Internet) che gli attentati di matrice jihadista saranno una realtà cui bisognerà abituarsi. Le Cyberwar includono attacchi via Internet sia a infrastrutture strategiche che ad aziende private, come il recente attacco a Yahoo che ha portato alla violazione di milioni di account, o il virus Stuxnet che fu creato per sabotare gli impianti nucleari iraniani.

La parte principale dell’incontro è stata incentrata sull’analisi della minaccia dell’estremismo islamico, a partire dalla sua nascita basata sulla giustificazione del jihad estremista, fatta forzando passaggi del Corano o detti attribuiti a Maometto. Negli anni il terrorismo si è evoluto e oggi le organizzazioni terroristiche intrattengono rapporti con la criminalità organizzata nostrana per ottenere basi logistiche, armi e documenti falsi. Ad esempio nel 2015, a Campobasso, sono state rubate 1000 carte d’identità in bianco, e altre 1050 sono state rubate a Gallipoli, per essere usate come documenti falsi e rivenduti, poi, a immigrati e terroristi. Basti pensare che anche Salah Abdeslam, arrestato per l’attentato a Parigi, aveva documenti falsi e una carta prepagata italiana con i quali ha viaggiato in Italia e in Grecia. Le organizzazioni terroristiche sono anche in grado di trovare finanziamenti, riciclarli e spedirli nei loro paesi con vari metodi, tra cui un uso illecito della rete hawala dove ci sono intermediari, detti hawaladar, uno nella località di partenza e uno a destinazione, che gestiscono il flusso di denaro. Anonimo e non tassato.

Infine, alla presentazione di “Futuri” si è discusso delle norme previste a livello europeo per il contrasto al terrorismo. Nonostante le intenzioni, la creazione di un servizio di intelligence europeo è lontana, così come la collaborazione tra i vari servizi segreti. Infatti la prassi è quella del “denial of information”, cioè della non condivisione delle informazioni. L’Italia, da parte sua, con la legge 43/2015 ha aggiornato le normative sul terrorismo con l’introduzione del terrorismo informatico e della figura del foreign fighter, ossia colui che espatria per combattere in organizzazioni terroristiche. Inoltre ha previsto intercettazioni preventive per le indagini sul terrorismo, ha stabilito l’arresto in flagranza per gli accusati di immigrazione clandestina e ha assegnato i compiti di coordinamento antiterrorismo al Procuratore Nazionale Antimafia. Si temono, però, risultati scarsamente effettivi per gli obiettivi della legge, troppo ambiziosi rispetto al sistema giudiziario italiano, e per i limiti della Procura Nazionale finora specializzata soprattutto nel contrasto alla mafia e non al terrorismo.

Francesco Di Nucci