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Eroica Fenice

Gang Bang, Sala A(s)soli

Gang Bang è il secondo spettacolo della rassegna teatrale A(s)soli Giovani, presso la Sala Assoli, al Teatro Nuovo, in scena dal 17 al 19 ottobre. Stavolta, la pièce teatrale, diretta da Fabio Pisano insieme all’aiuto regista Francesco Luongo, è liberamente ispirata al romanzo Gang Bang di Chuck Palahniuk.

La pornostar di fama internazionale Cassie Wright vuole coronare la sua lunga carriera girando un ultimo film in cui vuole battere un record: sesso di gruppo con una gang bang di 600 uomini. Il suo personaggio domina la scena senza mai apparire; la sua giovane assistente personale Sheila, la bravissima Francesca Borriero, le fa da portavoce, comparendo per pochi istanti sulla scena per elencare i prossimi tre uomini a cui toccherà l’amplesso con Cassie. Ma la famosa pornostar è al centro dei pensieri di tre uomini in particolare: il numero 600 Branch Bacardi, il numero 137 ed il numero 72 si incontrano e fanno conoscenza nello sgabuzzino, in mutande e in attesa spasmodica del loro turno.

Ognuno di loro ha una storia poco bella alle loro spalle, di cui ne porta ancora il peso. Per tutti e tre quella gang bang e quell’incontro con Cassie Wright rappresentano qualcosa di più: il numero 72 crede di essere il figlio che Cassie ha dato in adozione vent’anni fa, e ora intende rivelarglielo; il numero 137, ex protagonista di una serie tv in cerca di un’occasione per tornare alla ribalta e che intende chiedere a Cassie di sposarlo; il numero 600, un importante amore passato di Cassie, probabilmente padre del numero 72, che ha intenzione di rovinale il record dandosi la morte con una pillola di cianuro durante l’amplesso, allo stesso modo di come lei gli rovinò la vita tradendolo. A spezzare i loro dialoghi c’è la cinica assistente di Cassie, un personaggio apparentemente di contorno, che rivelerà solo alla fine dello spettacolo la sua misteriosa identità e le sue reali intenzioni. I tre personaggio sono interpretati da Pietro Juliano, Roberto Ingenito ed Edoardo Sorgente riescono a mettere in scena in tutta la loro bravura dialoghi che suscitano ora le risate del pubblico, ora un silenzio attonito, servendosi di un linguaggio crudo e incensurato che esprime appropriatamente la condizione di drammaticità fisica e mentale in cui imperversano i personaggi, messi a nudo in ogni senso.

Il giorno della prima siamo riusciti ad intervistare il giovane regista Fabio Pisano.

Gang Bang. Il titolo del libero è anche dell’opera è un po’ controverso. E poi come mai proprio Chuck Palahniuk?

Perché mi piace. Trovo che le opere di Palahniuk siano adattabili al cinema, come abbiamo visto con Fight Club, e al teatro; poi sono storie che raccontano il disagio dell’uomo, e Palahniuk lo fa affrontando i grandi temi: la violenza in Fight club; la morte in Soffocare, in cui il protagonista la sfiora più volte; poi c’è Gang Bang, dove l’uomo si rapporta col sesso, che svela tutte le verità, perché l’uomo ha un rapporto col sesso obbligatoriamente vero, non può essere finto, anche se ci prova. Il libro mi è piaciuto, ma fino a un certo punto, non vado molto d’accordo con i finali dei libri di Palahniuk, eccetto Fight Club e altri, per questo mi sono chiesto: “Come avrei fatto finire questa storia?”. Siccome scrivo per il teatro da quattro anni, proviamo a scriverne una pièce che si è allontanata molto dal libro, in quanto i rapporti tra i personaggi, la stessa drammaturgia che non è presente nel libro, perché il libro è un racconto, è fedele ai personaggi, in particolare Sheila e Branch Bacarbi; la loro psicologia è fedele, è solo stato stravolto totalmente il finale. Quindi è nato proprio perché mi è piaciuto molto e perché il finale mi ha lasciato l’amaro in bocca. Il titolo del libro americano invece è “Snuff”, che deriva dallo snuff movie, un altro tipo di concetto.

Finora hai scritto opere teatrali oppure ne scriverei sempre sulla stessa linea?

Inizialmente ho scritto commedie comiche, ispirato in particolare dalla passione di “E fuori nevica” e dalle commedie di Salemme, che continuo ad adorare nonostante mi sia allontanato da questo tipo. Adesso scrivo drammi, il dramma dell’uomo in tante sue realtà, l’uomo per quello che è  in tante sfumature della realtà. Sono spettacoli che partono da un punto per poi essere stravolti, per scendere a fondo nella psicologia dei personaggi, e delle persone in questo caso.

Poi ho continuato con cortometraggi teatrali, con i quali partecipo a diversi concorsi in Italia. Come opere lunghe, oltre Gang Bang, c’è qualcosa che ancora non ho messo in scena; Evangelion, che è la buona novella, una storia molto particolare che ho proposto al Fringe di Napoli, sperando che venga ben accolto; è un testo a tre personaggi, anche in quel caso si fa un volo pindarico particolare, si toccano sfumature di irrealtà, angeli e diavoli, per raccontare sempre la pochezza dell’uomo. Les confessiones è un altro corto che ho rappresentato l’anno scorso in Sicilia, a Roma e a Napoli, che ha ricevuto diversi premi e riconoscimenti. Questo corto è incentrato sulla pedofilia ecclesiastica, dura 20 minuti però ha avuto un grosso risalto. Il prossimo corto è in scena martedì e mercoledì prossimo all’auditorium del Teatro Bellini per la rassegna dei Corti della Formica. Il pretesto è la guerra, in cui si capisce che l’uomo è sempre in guerra, e il titolo è Oltre la striscia.

Insomma, si può dire che tu produca molto!

Mi diverto! Io parto sempre da un’ idea filosofica e un’idea reale. Per “Oltre la striscia” sono partito dall’idea di paura e verità: l’uomo dice la verità solo quando è allo stremo delle condizioni della paura. Quando ha paura, l’uomo dice la verità, è filosoficamente e scientificamente provato. Per questo è ambientato sulla Striscia di Gaza; ho preso la guerra arabo-palestinese come pretesto per raccontare due storie in una, che mostrano come un medico che opera e che lavora sulla Striscia di Gaza non è meno colpevole di un soldato, perché in guerra si sceglie sempre, anche inconsciamente; anche un medico se deve scegliere chi curare, avrà comunque una scelta, che gli costerà una responsabilità, e gli costerà poi una colpa.

Questa è la prima assoluta di Gang Bang oppure ha debuttato anche altre volte? 

Gang Bang ha debuttato a marzo 2013 al del Theatre de Poche con cinque repliche, andate moto bene. Devo dire la verità, ebbi un ottimo riscontro, nonostante non avessi un addetto stampa. Poi è andato in scena a Torre del Greco e a Cava de Tirreni.

Gang Bang, Sala A(s)soli

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