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Eroica Fenice

Locandina Giordano Bruno

Giordano Bruno in ricordo del 414° anniversario dal suo rogo

Giordano Bruno, grande filosofo e alchimista, uomo che ha contribuito ad un’autentica rivoluzione di pensiero torna a far parlare di sé attraverso le tematiche legate alla sua filosofia per noi così moderna. Come avviene ogni anno dal 2010 all’interno del Maschio Angioino, nella sala antistante la Sala dei Baroni,  il 17 Febbraio 2014 si è tenuto, in ricordo del 414° anniversario del  rogo, un incontro con personaggi di spicco della cultura partenopea. In una sala colma di visitatori, sono intervenuti per l’occasione il  prof. Salvatore Forte come moderatore, il saggista e storico Sigfrido Hobel, il regista Francesco Afro De Falco e Daniele Laganà, esperto conoscitore dei Rosacroce e della via interiore della cavalleria “Il cervo bianco”.

Alle 16.00 si è dato inizio all’incontro con la proiezione del film documentario “Giordano Bruno e i Rosacroce” di Francesco Afro De Falco, un documentario che, attraverso interviste e documenti raccolti, ha trasmesso agli spettatori la vera essenza del pensiero di un illustre esponente dei Rosacroce, G. Bruno, mediante la ricostruzione storica di alcuni momenti della vita del filosofo interpretati con straordinaria capacità recitativa dal bravissimo Lello Serao, un attore di provata esperienza teatrale e cinematografica. Il film è correlato da alcune citazioni del filosofo interpretate dalla bravissima attrice cinematografica Roberta Astuti attraverso atmosfere scenografiche molto suggestive. A conclusione della proiezione del film il prof. S. Forte ha aperto la discussione sul filosofo dando la parola prima a Francesco Vernetti e poi a Sigfrido Hobel, scrittore di molti saggi e storico tra i massimi esperti della cultura partenopea, attento conoscitore di Giordano Bruno oltre che massimo esperto della Cappella di San Severo e del grande studioso e alchimista Raimondo De Sangro. Lo storico S. Hobel ci ha accompagnato in un viaggio a ritroso nel tempo attraverso il quale  è stato possibile riscoprire il pensiero di G. Bruno, citando non a caso le Tavole Smeraldine nell’unità di pensiero dell’universo che ci circonda “Tutto è uno”, attraverso una percezione del cristianesimo da parte del filosofo  lontana da un bigottismo che si fa scudo dell’ignoranza, ma che trova invece larghi orizzonti attraverso un cristianesimo lucido e razionale.

Il prof. Forte ha proseguito dando la parola a Daniele Laganà che ci ha condotto in un viaggio interiore alla ricerca della vera essenza dello spirito cavalleresco. Dopo l’intervento di D. Laganà, S. Forte è riuscito a conquistare l’interesse di un pubblico attento attraverso un approfondimento sull’universo alchemico di Giordano Bruno, “la vera essenza dell’uomo immutata nel tempo che pone le basi su percorsi millenari“. S. Forte ha posto particolare attenzione sugli elementi alchemici, custodi della sapienza millenaria come  “lo zolfo, il sale e il mercurio” correlati ai 4 elementi della natura, ma con un forte significato simbolico; inoltre ha trovato modo di approfondire alcune ricerche su antichi testi ritrovati nelle biblioteche che retrodatano la presenza dei Rosacroce in Italia alla prima metà del cinquecento. A conclusione della serata commemorativa dedicata alla figura storica di Giordano Bruno è stato proiettato il cortometraggio di Afro Francesco De Falco “Eroico Furore”, un cortometraggio capolavoro affidabile e minuzioso; attraverso le attente ricostruzioni storiche di quelli che furono gli ultimi momenti del processo prima della condanna al rogo per eresia vissuti da Giordano Bruno, interpretato da Lello Serao,  il film pone particolare attenzione sulla ferma coerenza di pensiero di Bruno, malgrado i supplizi patiti attraverso la tortura fisica, contro la falsa idolatria e sul pentimento dell’inquisitore successivo al rogo del grande filosofo.  Un attento commento da parte del regista De falco ha inoltre svelato molti dettagli simbolici celati attraverso le ricostruzioni sceniche.

Il rogo di Giordano Bruno fu una liberazione per il filosofo stesso dal momento che diede vita all’immortalità del suo pensiero che andava oltre schemi dogmatici e inquisitori, dettati da una dottrina ecclesiale arroccata sul divieto del libero pensiero. Bruno cercava infatti di comprendere la vera essenza umana di Gesù spogliato da una falsa sacralità dogmatica, un pensiero proiettato lontano dal suo periodo storico, verso il futuro. Si può quindi paragonare Giordano Bruno alla mitica figura della fenice rinata dalle proprie ceneri e resa immortale attraverso una rivoluzione del pensiero.

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