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Eroica Fenice

Massive Attack all'Arena Flegrea

I Massive Attack a Napoli: estasi e piacere puro

Se dovessimo pensare ai Massive Attack, ci verrebbero sicuramente in mente le loro sonorità alienanti e i loro pezzi che trascendono la simultaneità fisica per diventare dei veri e propri mantra: dei mantra che s’appiccicano alla corteccia cerebrale e aderiscono ai neuroni, creando dei flussi sonori che sembrano proprio dei crampi al cervello.

Massive Attack a Napoli: catarsi all’Arena Flegrea

In tutto ciò c’è il segreto della loro musica, nella sensazione di benessere e tortura che imprimono alle nostre cellule cerebrali, nella bellezza visionaria e acida che ci scaraventa in una dimensione onirica di piacere e di incubo. Il 27 luglio i Massive Attack porteranno le loro visioni a Napoli all’Arena Flegrea, e ciò è un evento davvero significativo per il gruppo, che è visceralmente legato alla città partenopea. Basti ascoltare il ritmo ipnotico e martellante di Karmacoma (Napoli Trip), (versione del loro pezzo in collaborazione con gli Almamegretta), per capire quanto il trip hop (genere di cui i Massive sono a dir poco pionieri) e la musicalità del dialetto napoletano combacino alla perfezione, fondendosi in una litania magnetica e seducente, che attrae i sensi come una calamita. Sebbene siano definiti, come già detto, i pionieri del trip hop, i Massive Attack hanno sempre rifiutato qualsiasi forma di classificazione, fuggendo alla tassonomia e alle etichette.

I Massive Attack e l’evoluzione di un sound unico, dalle origini agli ultimi esperimenti

Potremmo dire che il loro genere si snoda come un filo rosso per toccare idealmente rock acido, hip hop, soul e anche jazz, in un movimento serpentino quanto camaleontico. La loro storia affonda le radici negli anni ’80: Rojbert “3D” Del Naja, Grant “Daddy G” Marshall e Andrew “Mushroom” Vowles e il futuro Tricky (altro artista interessantissimo) iniziarono a farsi conoscere nel mondo underground britannico, fino a firmare un contratto con la Virgin Records, che li porterà nel 1991 al loro primo album, “Blue Lines”, da cui saranno tratte le prime perle acide e visionarie , come il pezzo Unfinished Sympathy. L’uscita dell’album coniò la dicitura di “trip hop”, e su tale termine è doveroso fare una distinzione: è risaputo che i Massive Attack non furono mai amanti delle classificazioni, ma tale nomenclatura nacque proprio per definire quel particolare tipo di sound, così viscerale, primitivo e distorto. Venne tirato in ballo anche il nome di “Bristol Sound”, per indicare l’aura rarefatta e atmosferica di quella nuova musica, realizzata con una miscellanea di generi diversi e anche con l’aiuto dei campionatori: l’influsso dell’hip hop statunitense era stemperato dall’atmosfera dilatata, acida ed ammaliatrice, e ad oggi qualsiasi definizione non è bastevole ad inglobare il nucleo pulsante di questo particolare tipo di sound, che si gusta con tutti e cinque i sensi, ascoltandolo con tutto il corpo: una connessione fisica e mentale che freme di delirio ed estasi urbana. Nel 1994 pubblicano il loro secondo album, “Protection”, pervaso da venature dub (come dimostra il fortunato mantra “Karmacoma”) e sprazzi di elettronica, che verrà poi remixato l’anno dopo insieme a Mad Professor. Ma il loro lavoro di spicco e che si staglierà nella loro produzione come una pietra miliare è il terzo album, “Mezzanine del 1998.

Ascoltare quest’album è come immergersi nelle pozzanghere più nere e affascinanti, per poi riprendere fiato soltanto alla fine, è come un pugno in pieno volto che tramortisce e fa vibrare fino al midollo. In quest’album i Massive Attack superano la loro stessa essenza, gettandosi nelle pozzanghere delle sonorità più dark e cupe, e riemergendo tinti di fuliggine nera: basti ascoltare pezzi come Angel, un crescendo tanto ansiogeno quanto liberatorio, o Man Next Door, dal ritmo tetro, sensuale, martellante e fosco, che ti raschia le pareti del cervello. Teardrop invece, impreziosito da una voce femminile eterea e sognante, si configura come colonna dorica ed emblema di tutto il disco. Nel 2003 uscirà il quarto album, “100th Window”, che si concentrerà sulla psiche umana e sugli influssi del subconscio, illustrando le profondità di quella centesima finestra che rimane sempre aperta nella nostra mente, per tastare abissi ed altezze.

Con il loro carico di visioni d’incubo e sonorità distorte, di sensualità elettronica e profondità siderali, i Massive Attack approderanno a Napoli, e ci sarà da scommettere sul fatto che faranno vibrare l’Arena Flegrea dalle fondamenta, colpendola nel suo punto nevralgico. Un concerto che si configura già come un tripudio di piacere puro e catarsi, dove le schegge elettroniche si incontreranno con il sapore mediterraneo della location e della tradizione.