Seguici e condividi:

Eroica Fenice

I Taranterrae: i suoni della tradizione

In tutto il mondo la Campania viene invidiata non soltanto per l’ottima cucina o i paesaggi mozzafiato, ma anche per essere una terra trasposta in musica e soprattutto la culla della “tammurriata”. Poche altre regioni possono vantare un simile patrimonio sonoro, sia per l’immediata riconoscibilità che per la varietà dei linguaggi musicali.

La Tammurriata va inclusa nella famiglia della tarantella meridionale e si basa sull’ uso di castagnette (o nacchere) che obbligano ad una particolare cinetica delle mani, delle braccia e del busto. Il ballo trae il nome dalla tamorra, un grande tamburo utilizzato dai vari interpreti insieme ad altri strumenti come il “triccheballacche”, ovvero martelli lignei intelaiati con sonagli, il “putipù”, cioè il tamburo a frizione, il flauto dolce e lo “scetavajasse”,un bastone dentato con sonagli metallici. Questa tipologia musicale è specifica di una zona che va dalla bassa valle del Volturno sino all’Agro Nocerino ed alla costiera amalfitana, passando per il Casertano.

Proprio a Caserta, nel 1996, sorge il gruppo “I Taranterrae”, che mira ad estrapolare valori di ieri e di oggi, per poi riproporli con rime e melodie quanto più conformi agli stili del linguaggio musicale dell’epoca. I giovani artisti  si formano all’interno di un laboratorio, insito nell’Accademia “L’Isola” di Caserta, ove, periodicamente, vengono ospitati sia personaggi famosi nell’ambito della musica popolare che testimoni viventi del grandissimo patrimonio canoro presente ancora oggi nelle diverse zone delle feste popolari. Questo garantisce un’esecuzione dei brani, proposti nel proprio repertorio, più vicina alle forme di canto utilizzate nel mondo popolare e contadino. Il gruppo è formato da Antonio Picciola alla chitarra acustica, battente e voce, Gaetano D’Errico al flauto traverso, Nico Vescuso alla chitarra, basso acustico e voce, Michele Fierro, voce e chitarra, Monica Marotta al violino, Michele Ardolino e Simona Riccio alle castagnette e voce; tra gli stilemi che il gruppo presenta negli spettacoli, oltre alla tammurriata, ci sono la tarantella, la fronna e la pizzica.

Il gruppo di musica popolare casertano, che vanta già importanti presenze come al Carpino Folk Festival o al Leuciana Festival, si esibirà il prossimo 21 giugno presso il porto del Granatello, nella città di Portici. I Taranterrae nell’occasione proporranno un viaggio attraverso i brani della tradizione popolare casertana con l’intento di divulgare le sonorità dell’Italia Centro-Meridionale. Le esibizioni del collettivo casertano si avvalgono, inoltre, della partecipazione di caratteristici danzatori che arricchiscono ogni loro perfomance. Impossibile, insomma, per lo spettatore, restare fermo senza sentirsi coinvolto dalla musica e dalla danza.

-I Taranterrae-Eroica Fenice