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Eroica Fenice

Il Piccolo Principe diventa un film d’animazione

È la storia della storia, quella che tutti hanno ascoltato, o letto, almeno una volta. Un misterioso bambino dai capelli d’oro incontra viaggio dopo viaggio e pianeta dopo pianeta una serie di personaggi eccentrici e fuori dal comune, che ognuno proprio per la loro unicità gli insegna una preziosa lezione sulla vita: il vecchio re solitario, il lampionaio, l’uomo d’affari e le sue stelle, il controllore. Per la prima volta Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry diventa un film d’animazione, in uscita in terra natia il 7 Ottobre 2015, e purtroppo per vederlo in Italia ci toccherà aspettare ancora poco oltre.

Già nel 1974 Stanley Donen, regista pluripremiato di “Cantando sotto la pioggia”, aveva proposto la versione cinematografica del grande capolavoro letterario, con un Gene Wilder nei panni della Volpe. Questa piccola perla del cinema in 3D è stata già annunciata agli spettatori e fan come una rivelazione che non deluderà le aspettative: realizzata con un budget di 80 milioni di dollari, è stata creata grazie all’alternanza dell’animazione CGI e dello stop motion per la regia del già conosciuto Mark Osborne, e sappiamo già che lascerà intatti gli schizzi originali dell’autore.

È  la storia nella storia: infatti dal primo trailer ufficiale rilasciato dalla Paramount Pictures France, si può facilmente intuire che la pellicola fa rivivere la narrazione letteraria attraverso un filone secondario e che ne fa da contorno; un vecchio aviatore, stralunato e probabilmente ancora dall’animo innocente (e se fosse lo stesso Saint-Exupéry, indebolito nel fisico ma non nella mente?) attira volutamente l’attenzione di una bambina, che inizia ad interessarsi alle magiche avventure di questo piccolo uomo incontrato tanto tempo fa dallo stesso. Così tramite i suoi occhi e quella straordinaria dolcezza e purezza che sta candidamente solo nella fantasia di un piccino, Il Piccolo Principe riprende vita, si rialza dalle ceneri di un ricordo impolverato ed antico, per rivivere una freschezza e una potenza immaginativa che non è mai morta: è quella stessa sensazione che ogni fedele lettore dell’opera prova nel rileggere le intramontabili pagine.

Il Piccolo Principe dell’epoca moderna è arricchito dalle interpretazioni di nomi noti del cinema internazionale, nelle vesti di doppiatori; così la Rosa ha la voce di Marion Cottilard, la Volpe quella di James Franco, l’aviatore perduto nel deserto è di Jeff Bridges, il professore di Paul Giamatti, e altri.

Ciò che ci si aspetta da questo film, come ogni trasposizione sullo schermo di un intenso e storico capolavoro letterario, è di non tradire il senso “filosofico” del testo, ossia di sperare che non si dimentichi il significato profondo degli insegnamenti che i personaggi hanno dato al Piccolo Principe e che il Piccolo Principe ha dato ai suoi lettori. Poco ci vuole ad affermare che l’opera è la sintesi perfetta di tutte le considerazioni prime della vita: l’amore e il suo contrario, la morte, la pura sofferenza, l’amicizia, la lealtà, la solitudine, lo scorrere del tempo, l’incomprensione  dell’essere umano, tutto esposto attraverso una semplicità che è poi stata il corretto strumento che ha portato Il Piccolo Principe ad essere così fortemente amato.

– Il Piccolo Principe diventa un film d’animazione – 

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