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Eroica Fenice

Small change, dig difference

Kenya: Small Change, Big Difference

Otto anni fa l’organizzazione umanitaria olandese Cordaid che lavora in 38 Paesi del mondo dell’Asia, dell’Africa, del Medio Oriente e dell’America Latina, e che si occupa di programmi di piccola imprenditoria e d’introduzione di nuove tecniche agricole per migliorare la resistenza delle colture colpite dalla siccità, ha realizzato, in collaborazione con l’agenzia pubblicitaria Saatchi & Saatchi, una campagna intitolata Small Change, Big Difference, a cura della fotografa di moda svedese Calle Stolz.

L’intento della campagna è quello di voler denunciare e raccontare al mondo che per ogni bene di lusso che acquistiamo, ce n’è uno di prima necessità di cui una persona proveniente dall’altra parte del mondo potrebbe aver bisogno.  Il servizio fotografico che è stato realizzato, ritrae donne ed uomini appartenenti alla tribù nomade dei Samburu, che posano come fossero modelli, in un contesto arido, ed elenca i prezzi degli oggetti o degli indumenti che indossano per metterli a confronto con il costo dei beni di prima necessità, allo scopo di dimostrare, appunto, l’impatto che i soldi spesi dai consumatori in prodotti superflui può avere sulle persone che vivono in zone del mondo dove vi sono emergenze umanitarie.  

Più di 250.000 membri della comunità tribale vivono in una zona remota del Kenya settentrionale, una zona in cui elementi essenziali come l’acqua sono difficili da trovare. Le donne trascorrono circa 12 ore al giorno per recarsi ai pozzi o alle sorgenti d’acqua più vicine e spesso fanno ritorno dalle loro famiglie a mani vuote. Se sono “fortunate” abbastanza da trovare l’acqua, questa è spesso contaminata, che se ingerita può portare ad una delle principali cause di morte presso la comunità.  

Small Change, Big Difference era solo una campagna di stampa, apparsa sui cartelloni pubblicitari nei centri commerciali e stampata su sottobicchieri distribuiti in bar e ristoranti. All’inizio raccolse commenti ed opinioni contrastanti, ma a partire dallo scorso febbraio sta sperimentando una sorta di rinascita, dopo che le immagini sono state postate sui social network da alcuni canadesi e condivise su Twitter e Facebook da altri utenti in tutto il mondo, creando una reazione a catena.

Oggi hanno raggiunto almeno 42 milioni di persone. La forza della campagna risiede nel fatto che ridicolizza l’ineguaglianza, una questione seria che è ancora presente ai giorni nostri come lo era allora. Queste immagini – artistiche, bellissime, provocatorie, coraggiose e sprezzanti – hanno ancora la stessa potenza che sprigionavano otto anni fa”, si legge sul sito dell’ONG Cordaid.

– Kenya: Small Change, Big Difference –  

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