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Eroica Fenice

L'Amica Geniale

Amica Geniale e Saviano sul Premio Strega

 Roberto Saviano crede ne L’Amica Geniale. E non per il valore letterario dell’opera, o meglio, non solo per quello; lo scrittore Roberto Saviano punta su Elena Ferrante, pseudonimo dell’autrice del libro L’Amica Geniale, per cambiare le carte in tavola ad un gioco ormai truccato, afferma l’autore di Gomorra, quello dell’ambitissimo Premio Strega. Si accendono i riflettori su una vicenda che sta facendo discutere, attraverso una corrispondenza volutamente mediatica.

Con una lettera che di certo non le manda a dire, Saviano candida L’Amica Geniale al Premio Strega, chiedendo il consenso all’autrice. La risposta è dietro l’angolo e, a quanto si può leggere, nemmeno Elena Ferrante ci va giù leggera. Elena Ferrante è una scrittrice (o uno scrittore?) i cui libri sono, da anni, conosciuti in Italia e all’estero. Marketing? Scelta editoriale? Volontà personale? La scelta dell’anonimato è spiegata in un volume (“Frantumaglia”), nel quale è presente la corrispondenza dell’autrice con il suo editore e le pochissime interviste che ha rilasciato durante la sua carriera. Così l’amica geniale rivendica il suo diritto a tutelare il suo più intimo privato, la sua più autentica volontà di non essere pasto nella jungla infernale del mondo mediatico. Ma non tace, risponde a Saviano e al mondo intero, al mondo dell’editoria italiana più che altro.

L’Amica Geniale, ultima figlia letteraria di Elena Ferrante, è stata battezzata da una piccola casa editrice. Ed è proprio su questo che punta Roberto Saviano: “Allo Strega siamo affezionati perché fa parte della nostra storia, ma negli anni ha perso fascino, perché ormai è diventato un gioco sfacciatamente combinato. Io propongo te perché ti leggo e propongo te perché hai avuto l’attenzione della critica internazionale, cosa tutt’altro che scontata. Propongo te perché credo che la tua presenza possa aiutare questo premio a essere di nuovo qualcosa di vitale e genuino, non solo uno scambio di voti e favori. Finora si è imposta la regola “quest’anno vince il mio, l’anno prossimo vince il tuo” che sta mortificando i migliori talenti letterari italiani. Io stesso sono stato sostenitore convinto di molti dei libri che hanno vinto lo Strega negli ultimi anni e spesso mi sono chiesto come si sentissero questi amici a essere parte di un gioco che era palesemente controllato. Credo si sentissero male, sviliti, perché il loro talento era innegabile e non necessitava di alcuna macchinazione, ma solo di una reale competizione. Ma non esiste più reale competizione, nel nostro paese anche il talento è costretto a trovare protezione e difesa. Due sono le grandi sventure per chi vuol vivere in Italia: il talento e l’onestà. In mancanza di questi la vita è dolce in questo paese.”

L’autrice de L’Amica Geniale, dal canto suo, non ci sta ad entrare in questi giochi poco chiari. L’Amica Geniale accetta la candidatura, in quanto libro, in quanto completamente nelle mani dei lettori, ma Elena Ferrante no. Lei, il Ponzio Pilato della letteratura italiana, se ne lava le mani: “Il principio a cui mi affido da ventitré anni è che, tra avventure e disavventure, cortesie e villanie, essi (i libri) devono cercarsi da soli una loro strada. La troveranno? Bene. Non la troveranno? Pazienza. Vadano intanto a tutti i premi d’Italia, non ho preclusioni e nemmeno ansie, sono candidati loro, io sicuramente no. Questo per dire che stimo te e i tuoi libri, sono contenta che tu abbia letto uno dei miei e che voglia schierarlo in una minuscola battaglia culturale, ma è inutile chiedermi il permesso. Nessun lettore scrive per avere il mio consenso, se deve usare L’Amica Geniale per tenere in piedi un tavolo cui s’è spezzata una gamba. Il puro e semplice fatto che il libro sia finito in casa sua, a portata di mano, e che ora gli appartenga lo autorizza a farne ciò che gli pare.”

Ma, poi, in tutto questo, noi lettori che fine facciamo? Noi frequentatori di scaffali impolverati che ospitano le parole, le sudate carte, le sfumature di improbabili colori, noi ne paghiamo il prezzo. Noi che nelle librerie ci passeremmo la vita, a noi che ci vien voglia di arredare quei posti dall’odore di carta, crediamo nelle parole e ringraziamo gli autori che ce le offrono. Noi ignoriamo battaglie editoriali, squali e balene che sbaragliano l’oceano dei pesci rossi. A noi basterebbe leggere, anche su quaderni, anche parole scritte a matita. A L’Amica Geniale, dunque, e alla causa di Roberto Saviano va il nostro in bocca al lupo. Ma i lettori, di copertine, guerre e premi non sanno che farsene.

Roberta Magliocca

– L’Amica Geniale e Saviano  sul Premio Strega –

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