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LandScapes

LandScapes: lago e paesaggi a Villa Giulia

La mostra “LandScapes- Dialoghi intorno alla terra”, organizzata dall’associazione culturale Asilo Bianco di Ameno, è stata inaugurata sabato 13 giugno alle ore 11.00, e da domenica 14 giugno e fino al 1 novembre i visitatori potranno ammirare, nella splendida cornice di Villa Giulia a Verbania Pallanza, circa 24 dipinti ottocenteschi provenienti dal Museo del Paesaggio della città e in prestito dalla collezione Poscio di Domodossola (di Carlo Fornara, Giovanni Battista Ciolina e Luigi Bolongaro).
Le tele esposte ritraggono paesaggi e vedute di mare in tempesta, laghi, scogliere, montagne, valli fiorite: percorrendo le sale espositive il visitatore passeggia nei boschi, si specchia nelle acque dolci e limpide dei fiumi, ammira la maestosità del mare che si infrange sulla roccia, guardando le tele realiste e postimpressioniste di Cesare Piniroli, Guido Boggiani (pittore otto-novecentesco che si affermò ritraendo paesaggi del lago Maggiore o di località vicine: bellissima la tela “Bosco di castagni sopra Stresa” risalente al 1882), Guido Cinotti (autore di nature morte con frequenti spunti liberty), Eugenio Gignous, Carlo Fornara, Vittore Grubicy De Dragon (che opera spesso nella valle di Scalve, sul lago di Lecco, e soprattutto a Miazzina, sulle alture del lago Maggiore), Luigi Bolongaro (pittore nato a Stresa e amante delle acque del lago di Varzo), Carlo Cressini (che, dedito all’alpinismo, è lo “specialista della montagna alta”, e ritrae con la tecnica del divisionismo la Valtellina, Ossola e le Alpi Bernesi), l’amante delle montagne innevate Cesare Maggi, Sophie Della Valle Di Casanova Browne (che ritrae ninfe, dee e figure mitologiche immerse nelle acque di cascate e danzanti nei boschi), Mario Tozzi, amante dei campi di Lignorelles, il pittore e scultore Arturo Martini.

LandScapes, non solo fotografia


Curata dal critico d’arte, prof. Guido Curto, la mostra è composta anche da altri 24 dipinti di 15 artisti contemporanei (Mario Airò, Maura Banfo, Marco Cingolani, Giuliana Cunéaz, Elisabetta di Maggio, Daniele Galliano, Piero Gilardi, Jonathan Guaitamacchi, Luigi Mainolfi, Andrea Massaioli, Pierluigi Pusole, Giorgio Ramella, Salvo, Elisa Sighicelli, Laura Viale) che hanno creato i propri lavori usando le più diverse tecniche artistiche: dalla fotografia alla scultura, alle più moderne istallazioni.

Inoltre, in occasione della mostra sarà eccezionalmente esposto, nella sala conferenze di Villa Giulia, il dipinto ad olio di Arnaldo Ferraguti (in foto: Lavandaie, 1897) Alla Vanga, proveniente dal Museo del Paesaggio di Verbania, che ritrae un gruppo di braccianti intenti al lavoro di vangare un campo. L’artista ferrarese, che studiò all’Accademia di Belle Arti a Napoli e che fu allievo del pittore verista Francesco Paolo Michetti, conobbe la fotografia, utile strumento per riprodurre la bellezza della natura circostante, ma fu anche un abile incisore soprattutto delle opere edite da Treves, fra le quali quelle del verista Giovanni Verga.
La maggior parte delle opere, però, intende far apprezzare al pubblico, gli artisti che hanno ritratto la bellezza del Lago Maggiore, sulla quale si affaccia il “giardino sul lago”, come è stata definita la città di Verbania, e quella del lago prealpino d’Orta. Dai declivi delle colline sul lato orientale che separano i due laghi e che culminano nei 1491 metri del Monte Mottarone (prediletta fonte di ispirazione dei paesaggi estivi di Eugenio Gignous), alle impervie sponde occidentali del lago d’Orta, presso le montagne della Valstrona e della Valsesia.
L’eccezionalità della mostra è costituita dal confronto fra la pittura nelle sue fasi romantica, realista, impressionista e post-impressionista, e la fotografia e l’arte moderna delle opere di artisti, originari delle città intorno al Lago Maggiore o comunque che dipingono nelle zone tra il Piemonte e la Lombardia.
L’evento, che si colloca all’interno del progetto “Giardini del Lago Maggiore: tradizione, cultura, innovazione”, sostenuto dalla Compagnia di San Paolo, permette al visitatore di conoscere i più grandi interpreti dell’arte paesaggistica nazionale e locale, attraverso un confronto e un dialogo che coinvolge non solo sul piano temporale, viaggiando tra opere del XIX e XX-XXI secolo, ma anche su quello artistico, tra tele ad olio e fotografie, tra veloci pennellate (soprattutto di tecnica divisionista) e scatti che sfruttano le più studiate esposizioni e i più tecnologici filtri. Tutti per un unico scopo: mostrare la bellezza dei paesaggi e della terre made in Italy.

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