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Eroica Fenice

Latino: certificazione linguistica?

Latino: un certificato linguistico – a seguito del superamento di una prova di grammatica e di comprensione testuale – da inserire nel curriculum e da “sfruttare” nei colloqui di lavoro.

È la proposta che giunge da Milano, ove il CUSL (Consorzio Universitario di Studi Latini), l’USP (Ufficio Scolastico Provinciale) ed alcuni docenti dell’Università Statale e dell’Università Cattolica hanno organizzato un test per verificare le conoscenze linguistiche e le competenze traduttive ed interpretative di un testo latino di oltre 400 studenti, provenienti dagli istituti d’istruzione superiore della provincia di Milano.

Gli studenti si sono iscritti volontariamente e, al momento, il test si configura solo come un momento sperimentale, valido come “titolo” in funzione dei crediti per la maturità (a patto che gli istituti scolastici abbiano inserito questa possibilità nel loro P.O.F.). Ma già si progetta di estendere la proposta, l’anno prossimo, a tutti gli istituti d’istruzione superiore lombardi e d’impegnarsi affinché la “Certificazione Linguistica Latina” diventi un vero e proprio titolo, funzionale all’ottenimento di crediti universitari, nei corsi di laurea in Lettere Classiche.

Come spiega il Prof. Ricucci, docente di greco e latino e membro del CUSL, “L’iniziativa è stata apprezzata dalle scuole: ci sono arrivate richieste di iscrizione da parte di diversi istituti anche esterni alla provincia di Milano. Significa che la certificazione ha suscitato curiosità, speriamo di poterla istituire per tutte le province lombarde il prossimo anno.”

Naturalmente, si potrebbero spendere molte parole in merito al valore della traduzione come vero e proprio esercizio scientifico (giacché la traduzione comporta la formulazione di ipotesi traduttive e la loro verifica, non solo in base ad elementi strettamente grammaticali, ma anche in base al – ed in funzione del – significato complessivo del testo), come esercitazione al problem solving, come allenamento a ragionare in modo logico e rigoroso, come arricchimento culturale e linguistico (dato che tradurre significa cercare di veicolare un messaggio da una lingua ad un’altra, da un sistema di pensiero all’altro, confrontando lemmi latini e lemmi italiani, stimolando la capacità di comprendere eventuali slittamenti ed ampliamenti semantici e/o la prevalenza di un determinato aspetto semantico in una delle due lingue).

Ma, in questa sede, sembra più interessante – per citare ancore il Prof. Ricucci- riflettere sul fatto che la certificazione linguistica di latino non sarebbe anacronistica, ma potrebbe sollecitare la curiositas (è proprio il caso di dirlo!) di qualche datore di lavoro.

Naturalmente, la certificazione riguarderebbe solo la grammatica latina e la comprensione testuale  dato che sarebbero assurde prove di speaking e listening in latino.

Sicuramente, la proposta contribuisce a ravvivare il dibattito, relativo all’utilità ed alla spendibilità della conoscenza delle lingue classiche.

E voi, Eroici Lettori, cosa ne pensate?

-Latino:  certificazione linguistica?-