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Bibliocabine: libri al telefono

«Ogni sera il ragionier Bianchi, dovunque si trovasse, chiamava al telefono Varese e raccontava una storia alla sua bambina. Questo libro contiene le storie del ragionier Bianchi. Vedrete che sono tutte un po’ corte: per forza, il ragioniere pagava il telefono di tasca sua, non poteva mica fare  telefonate troppo lunghe. Solo qualche volta, se aveva concluso buoni affari, si permetteva qualche “unità” in più. Mi hanno detto che quando il signor Bianchi chiamava Varese le signorine del centralino sospendevano tutte le telefonate per ascoltare le sue storie». (Da Favole al telefono di G. Rodari)

A New York il book- sharing era iniziato nel 2012, quando all’interno di una cabina telefonica dismessa era stata collocata una scaffalatura (per idea del “Department of urban betterment” della città -Dub), in una zona piuttosto isolata e poco frequentata. L’idea era quella di risollevare la “crisi” di lettura dei newyorkesi, offrendo libri ai passanti. Ma i libri erano scomparsi nel giro di sei ore e il ripiano era stato rubato nell’arco di dieci giorni. Quando si dice fame di lettura. Per contrastare i furti e il vandalismo, allora, è stato scelto un luogo più visibile, presso la fermata del treno espresso a Broadway, e ogni libro è stato dotato di un logo ben visibile.

L’idea dell’architetto americano John Locke è approdata anche in Italia a distanza di qualche anno e già molti sono i cittadini che hanno apprezzato non solo il riutilizzo di un elemento urbano (come le vecchie e dismesse cabine telefoniche Telecom), ma anche la possibilità di prendere in prestito gratuitamente libri usati. Il primo punto di book- sharing è stato inaugurato in piazza Duca D’aosta ad Arona (NO), grazie a un progetto di Camilla Sanneris e Juan Carlos Usellini che, ispiratisi alle cabine di Londra (le Telephone Booth Books inglesi sono circa 50) e New York, hanno presentato l’idea alla Telecom, subito realizzata. Queste vengono chiamate Bibliocabine.

Le regole delle bibliocabine sono semplicissime: entrando nella vecchia cabina telefonica, ogni lettore sceglie un libro dallo scaffale (come in biblioteca, i libri sono dotati di un timbro e ciascuno ne puo’ prendere al massimo tre per volta), e dopo averlo letto a casa, puo’ riportarlo in una delle cabine oppure decidere di non restituirlo, a patto di sostituirlo, però, con un altro volume.

Sull’onda del successo di questo progetto che offre a portata di cittadino vecchi volumi e fumetti, anche altre città hanno cominciato a riorganizzare, martello alla mano, le cabine telefoniche Telecom. Da Roma, dove l’idea delle bibliocabine è stata condivisa dal comitato del quartiere Torresina a Belluno che vedrà l’attivazione del progetto “Pronto chi legge” quest’estate in concomitanza all’arrivo del caldo e delle lettura sotto l’ombrellone. Basandosi sul principio del riciclo e della condivisione, nel caso romano, ad esempio, per gli scaffali è stata usata legna proveniente da un lotto dismesso dall’asilo nido di zona. Condiviso da associazioni culturali italiane quali H2, Scaffali e Alberoandronico a Roma e Aquiloni e Gruppo di lettura Libri Gabbiani (che hanno dato vita alla Casa dei libri volanti) nel comune di Medicina (BO) e da Telecom Italia, il progetto si affianca al recente book- crossing nato a Firenze con il medesimo scopo di favorire la lettura e lo scambio di libri tra cittadini. Qui la cooperativa di tassisti di Firenze Socota in collaborazione con Giunti Editore, ha promosso un’iniziativa che vedrà i clienti scambiarsi volumi o consigli di lettura, attraverso il taxi, “libreria su ruote” dal 15 novembre 2014 al 31 marzo 2015 (Radio Taxi 4242).

Nato con lo scopo di promuovere la cultura e la condivisione di libri cartacei non solo tra cittadini ma anche con i turisti o gli immigrati, in uno spazio altrimenti degradato e abbandonato, in molte di queste nuove Bibliocabine sono stati messi a disposizione dei cittadini volontari libri in lingua inglese e francese e in comuni come quello emiliano di Medicina è addirittura disponibile un catalogo on line, costantemente aggiornato.

Tra la curiosità per la novità delle bibliocabine e la possibilità di leggere libri non sempre disponibili nelle biblioteche di quartiere, speriamo che il book- sharing italiano possa vantare anni di attività come a Westbury, la cui rossa cabina dal 2009 fa da linea diretta tra cittadini e turisti, attraverso i fili dei libri.

Libri “al telefono”: le Bibliocabine