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Liceo classico: studiare il passato nella lingua del futuro

Liceo classico: studiare il passato nella lingua del futuro

Nasce il primo liceo classico bilingue, dove le lezioni saranno svolte in lingua inglese. La novità interessa il liceo “Tito Livio” di Milano. Un “progetto d’eccellenza”: queste le parole usate dalla preside Amanda Ferrario, che ha promosso l’iniziativa che partirà a settembre, coinvolgerà una classe terza e avrà durata per l’intero triennio.

Una grande novità per il liceo classico

Il 50% delle ore per ogni disciplina non linguistica saranno insegnate in lingua inglese. E i docenti a cui sarà affidato questo compito sono stati accuratamente scelti e precedentemente formati, in possesso della certificazione C2 nella suddetta lingua. La materia inglese passerà da tre a quattro ore settimanali e alle quattro ore curriculari di latino ne saranno aggiunte due in cui la lingua verrà insegnata in inglese. Le uniche discipline insegnate interamente in italiano saranno la lingua greca e italiana.

L’esame di maturità si svolgerà come in tutti gli altri licei ma gli studenti entreranno in possesso del “passaporto IELTS”.

La presentazione alle famiglie del programma di studi avverrà il giorno 21 gennaio alle ore 9.30 nell’auditorium del liceo interessato. Saranno fornite in questa occasione informazioni più approfondite sulla didattica e sulla procedura di ammissione.

Procedura di ammissione?

Ebbene sì. Il requisito per l’ammissione è la certificazione minima di livello B2 della lingua inglese. I ragazzi dovranno poi affrontare un test, la cui data è da fissare nel mese di maggio. Le domande del test verteranno su latino, matematica e cultura generale.  I migliori 25 accederanno a questo corso di studi.

Dunque il nuovo indirizzo sarà destinato agli studenti più meritevoli che avranno senz’altro un passo in più nel loro futuro. Anche le attività previste per il percorso scolastico non faranno altro che ampliare gli orizzonti ai ragazzi. Essi infatti avranno modo di partecipare ad esperienze formative e di alternanza scuola-lavoro all’estero. Dalle parole della preside Ferrario sembra che sia «previsto anche un periodo Erasmus in scuole di eccellenza come Oxford».

Quale migliore idea di innovazione per un indirizzo di studi che mai come oggi viene accusato di essere inchiodato al passato?

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