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Eroica Fenice

Museo Archeologico, polemiche sulle opere trasferite

Il Museo Archeologico di Napoli, uno dei poli culturali più importanti della capitale campana, è negli ultimi giorni al centro di spinose polemiche. La notizia, circa il trasferimento di numerose opere presso una “sede succursale” di Ferrara, ha suscitato il risentimento e le rimostranze di molte organizzazioni napoletane, schieratesi per preservare l’integrità del patrimonio storico, vanto della nostra regione.

L’accordo, stipulato tra il direttore del museo archeologico Paolo Giulierini e l’amministrazione della regione Emilia-Romagna, ha ad oggetto il trasferimento di molti ritrovamenti attualmente in deposito. Le opere, reperti archeologici provenienti da Pompei ed Ercolano, saranno destinate al Palazzo Bellini a Comacchio (Fe).

Secondo alcuni, per il museo archeologico, si tratterebbe di un inammissibile “scippo di opere” a danno della regione Campania.

Tra gli oppositori al trasferimento possiamo citare le associazioni cittadine “Rinascita artistica del mezzogiorno” ed “Uguaglianza e libertà“. Infine, anche l’attivista e giornalista Barbara Giardiello ha fatto sentire la propria voce, lanciando una petizione contro l’attuazione dell’accordo. Le polemiche sorte danno rilievo a due aspetti di cruciale rilievo nell’ambito della preservazione e valorizzazione del patrimonio storico italiano: da una parte vi è la necessità di creare collaborazioni e permettere la circolazione delle opere su tutto il territorio, dall’altra quella di evitare che regioni particolarmente ricche di storia e cultura, possano essere depredate dei propri tesori.

Se è vero che le opere oggetto di trasferimento si trovano in deposito, e quindi potrebbe apparire più opportuno trasferirle pur di renderle visibili, è anche vero che Napoli è una città estremamente ricca di siti sottovalutati in attesa di una destinazione proficua. Luoghi splendidi, come Palazzo Fuga, attendono da anni di essere valorizzati e sfruttati come meritano. Tutte le opere che si trovano in deposito potrebbero essere esposte nel territorio Campano evitando così lo spreco delle enormi potenzialità dei reperti e delle meravigliose ambientazioni che la regione ha la fortuna di possedere

A rendere ulteriormente accese le polemiche vi sarebbero le accuse di Antonio Luongo, ex consigliere comunale di Napoli. Secondo l’ex consigliere, la nomina di Giulierini, fortemente voluta dal ministro Dario Franceschini nato a Ferrara, sarebbe servita al fine di ottenere il trasferimento delle opere, così da incrementare le possibilità che Ferrara possa essere nominata capitale della cultura nel 2018.

Tralasciando i dibattiti ed i presunti retroscena della vicenda, certo è che i tesori archeologici di Napoli non solo delineano l’identità storica della città, ma soprattutto sono una delle più importanti fonti di profitto per il territorio, ed in quest’ottica il trasferimento potrebbe apparire come una inammissibile espropriazione.