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Eroica Fenice

Nel Mezzo del mezzo e la cultura mediterranea

«Il Mediterraneo? Un’immensa spugna che si è lentamente imbevuta di ogni conoscenza».
Fernand Braudel

Nel Mezzo del mezzo.  Arte Contemporanea nel Mediterraneo è una mostra di arte contemporanea in esposizione al Museo Riso di Palermo dal 10 ottobre al 30 novembre 2015, a cura del capo curatore del Centre Pompidou di Parigi Christine Macel, dello storico dell’arte Marco Bazzini e del direttore del Museo MacBa di Barcellona Bartomeu Mari e dedicata alla memoria dell’archeologo Khaled Al-Asaad, ucciso dall’ISIS il 18 agosto sulla piazza di fronte al Museo della città nuova di Palmira, Tadmor, e esposto al pubblico decapitato.

La mostra, patrocinata dalla Regione Sicilia e dal MIBACT nell’ambito delle iniziative del POIN Asse II e presentata al Real Albergo delle Povere (oggi ospitante le opere di Christodoulos Panayiotou), quando si sono esibiti l’artista Kader Attia e il musicista Mounir Ben Younes, si snoda in cinque sedi e riunisce le opere fotografiche e multimediali di oltre 80 artisti: il Museo Riso, il Real Albergo delle Povere, la Cappella dell’ Incoronazione, il Palazzo Sant’Elia e il Palazzo delle Aquile.

Esponendo le opere di questi numerosi artisti, i curatori della mostra hanno cercato di sottolineare il forte legame che unisce le persone alla propria cultura, alla propria spiritualità, ma soprattutto alla loro terra, e nel mettere in luce quest’ultimo aspetto, si intende accendere un faro sul tema delle migrazioni perlopiù provenienti dalla Siria, di cui era originario Khaled Al-Asaad (il tema delle migrazioni e del turismo viene evocato dalle visioni incrociate dello spagnolo Carlos Aires e di Marcella Vanzo).

La cultura del Mediterraneo nella mostra Nel mezzo del mezzo. Arte contemporanea nel Mediterraneo

Il Mare Mediterraneo, sul quale si affacciarono e affacciano popolazioni di cultura e origine diverse, è, ancora una volta, protagonista indiscusso di questo percorso espositivo che mescola ingredienti siciliani e orientali (soprattutto nelle opere di Emilio Isgrò, Michele Ciacciofera, Mona Hatoum). La scelta delle location per l’esposizione di determinate opere non sembra casuale dal momento che, ad esempio, alcune opere fotografiche e multimediali come quelle sul sufismo di Rachid Korachi e Younès Rahmoun, la forma di ricerca mistica della cultura islamica, sono esposte nella struttura arabo- normanna della Cappella dell’Incoronazione, costruita probabilmente sui resti di una moschea risalente alla dinastia musulmana degli Aghlabiti che dominò la Sicilia nel IX Secolo d. C., e che ospitò l’incoronazione di molti re normanni come Ruggero II, primo re di Sicilia, nel 1130.

Fra le opere multimediali più interessanti si deve annoverare quella dell’artista francese Mohamed Bourouissa che ha realizzato un video sulla comunità del comune siciliano Capo d’Orlando, creato durante la sua partecipazione al progetto “Laboratorio Orlando Contemporaneo” in cui ha tenuto un workshop sulla video-arte con dieci giovani allievi con cui ha anche ideato un video proiettato alla Biennale de L’Havana a Cuba, incentrati sull’importanza della pallacanestro nel territorio orlandino.

Arte e cultura, simboli dei legami tra le popolazioni del Mediterraneo

La mostra, che vuole proporsi controcorrente rispetto al pensiero dei più che ritengono il mare nostrum come lo “spazio del caos” in cui i legami tra le popolazioni mediterranee sono ormai gestiti dalle decisioni politiche e economiche e poi sciolti violentemente, intende valorizzare l’arte e la cultura come legami indissolubili e ancora forti, come simboli, che hanno contribuito a creare una crescita di tutti, partendo proprio da quello che unisce questi popoli, ma non rifiutando quanto li rende diversi. Proprio in quanto culla e custode di antiche culture che hanno convissuto per anni, la Sicilia, che ospita tale mostra, apre la cultura mediterranea al dialogo, alla condivisione dei valori e alla promozione di un possibile contatto con realtà lontane, ma dai valori comuni e simili.

Perché la condivisione della cultura, proprio di quella cultura e di quella necessaria lettura del passato per la comprensione e per uno sguardo più lucido sul presente, di cui Asaad aveva già compreso il valore e di cui l’ISIS teme il potere, costituisce la chiave per aprire le porte del passato, un passato, di cui vengono distrutte le testimonianze, che è la tappa fondamentale per la progettazione del futuro delle popolazioni mediterranee.

Attraverso la cultura passa il rispetto delle diverse culture, attraverso il rispetto delle culture, passa la civiltà.

Nel Mezzo del mezzo: la cultura mediterranea al Museo Riso

 

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