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Eroica Fenice

Orvieto sede del Fanum Voltumnae?

La zona “Campo della Fiera” di Orvieto, nella quattordicesima serie di scavi, è stata oggetto di due importanti ritrovamenti: sono stati portati alla luce i resti di un ampio edificio templare (delle dimensioni 12 m x 8 m) ed una testa maschile in terracotta, originariamente policroma. La notizia è stata data dalla Prof.ssa Simonetta Stopponi, Ordinaria di Etruscologia ed Antichità Italiche, presso l’Università di Perugia.

Tale sito ad Orvieto è stato oggetto di scavi a partire dal 1876, anno in cui furono rinvenuti i resti di strutture murarie in tufo e diverse terrecotte architettoniche, attualmente conservate presso il Pergamon Museum di Berlino.

Già l’anno scorso, nel corso della penultima serie di scavi ad Orvieto, emersero il basamento di un grande edificio sacro e la struttura di una fontana – cronologicamente ascrivibile al V secolo a.C.-, con pròtome leonina. Ma gli ultimi ritrovamenti rivestono una grande importanza.

Come spiega la Prof.ssa Stopponi, la testa maschile rinvenuta ad Orvieto, per la sua iconografia, potrebbe essere identificata con Voltumna, la divinità suprema del pantheon etrusco, divinità titolare del Fanum Voltumnae.

Il dio Voltumna è identificato anche con Vertunno – il cui nome latino era Vertumnus o Vortumnus -; distrutta Volsinii nel 264 a.C., il culto di questa divinità passò a Roma, ove, sul colle Aventino, fu eretto un tempio in suo onore.

Ora, proprio il ritrovamento di questa testa maschile, raffigurante il dio Voltumna, costituirebbe l’elemento decisivo per la localizzazione del Fanum Voltumnae, che sarebbe, appunto, ubicato, nel territorio corrispondente alla attuale Orvieto.

Sia le fonti romane (come Tito Livio), sia le fonti medievali accennano, più o meno diffusamente, al Fanum Voltumnae, come sede delle annuali riunioni della dodecapoli della Lega Etrusca (costituita da Volterra, Populonia, Vetulonia, Vulci, Tarquinia, Cere, Velo, Orvieto, Chiusi, Cortona, Perugia, Arezzo). In particolare, Livio, nell’Ab urbe condita, ricorda anche che tale Fanum era anche sede di fiere, mercati, spettacoli teatrali e giochi solenni. (Pertanto, il sintagma Fanum Voltumnae doveva fare riferimento ad un’area molto vasta.)

Tuttavia, sino ad oggi, la localizzazione del Fanum Voltumnae restava un mistero. Nel tempo, sono state avanzate diverse ipotesi: la palma era contesa da Viterbo, Bolsena e Montefiascone, oltre che da Orvieto.

A favore di Orvieto come sede del Fanum, tuttavia, concorrono numerose testimonienze – di carattere letterario ed epigrafico – alle quali s’affianca il recente ritrovamento della testa del dio Voltumna. In primo luogo, tale localizzazione parrebbe confermata dal “Rescritto di Spello”, un documento epigrafico, per mezzo del quale l’imperatore Costantino concedeva agli Umbri la possibilità di celebrare – in adempimento ad una antichissima tradizione – cerimonie religiose e giochi a Spello, senza doversi necessariamente recare “presso Volsinii”. Gli studiosi – anche in virtù del riferimento alla “antichissima tradizione” – ritengono che l’espressione “presso Volsinii” faccia riferimento alla Volsinii etrusca, e cioè ad Orvieto.

Peraltro, l’origine etrusca di Orvieto è confermata dai versi di un elegia del poeta latino Properzio, di origine umbra.

Infine, lo scrittore latino Plinio il Vecchio, ricordando la conquista di Velza/Volsinii/Orvieto, accenna anche all’esistenza di un importante luogo di culto.

Insomma, un altro, importante “pezzo” di storia italica che viene ricostruito!

Orvieto sede del Fanum Voltumnae?

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