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Eroica Fenice

Pablo Picasso: la realtà è parte di noi

Pablo Picasso, all’anagrafe Pablo Diego José Francisco de Paula Juan Nepomuceno María de los Remedios Cipriano de la Santísima Trinidad Ruiz y Picasso,  (Málaga, 25 ottobre 1881 – Mougins, 8 aprile 1973), affermava che: Ogni atto di creazione è, prima di tutto, un atto di distruzione“.

Personalità dalla multiforme attività artistica si destreggia tra Pittura, Scultura, Litografia, è stato generalmente definito un genio artistico incomparabile. Nella pittura sono custoditi i suoi maggiori interventi. In sostituzione di un punto di vista unico, propone una visione simultanea della realtà, annullando la  distinzione fra spazio e oggetto. “Dipingere non è un’operazione estetica: è una forma di magia intesa a compiere un’opera di mediazione fra questo  mondo estraneo ed ostile e noi”. L’arte, per Pablo Picasso, ha come compito quello di interpretare il mondo con occhi diversi, occhi di un’età arcaica o spensierata, quella dell’arte negra o quella degli occhi di un bambino. “Ho impiegato una vita per imparare a dipingere come un bambino”, dirà.  In realtà, non sarà il motivo dell’esotico ad interessarlo ma la concezione  che esclude la distinzione tra Forma e Spazio perchè si renderà conto che il valore dell’arte negra consiste nell’unità.

Lo spazio non è più il fattore comune che armonizza tutti gli elementi del quadro, è un elemento come tutti gli altri, presente e concreto, si deforma e scompone come le figure. Il dato reale resta il punto di partenza del suo linguaggio. L’oggetto però si fa immagine autonoma, soggetta a deformazioni atte a esprimere tutti i sentimenti.

La vita artistica di Pablo Picasso si alterna tra Periodo Rosa dal 1902 al 1904, e Periodo Blu dal 1904 al 1906, per la predominanza di uno e dell’altro colore e per il la sua capacità unica di mettere il suo ineguagliabile  talento al servizio dei poveri, dipingendo grandi quadri per esaltare la loro nobiltà morale e bellezza. La fase del Cubismo è distinta in: Cubismo analitico, con il dipinto Le demoiselles d’Avignon, in cui gli oggetti sono osservati dal pittore da diversi punti di vista e dopo una scomposizione delle forme e dello spazio, sono ricomposti e rappresentati sulla tela così come li ricorda; e Cubismo sintetico, con il suo Natura morta con sedia, passa ad una sintesi di ciò che l’artista vede; e i colori proposti non sono gli stessi della realtà e non c’è differenziazione tra colore e forma fino ad approdare ad una sorta di classicismo intorno agli anni Venti.

Pablo Picasso dà una visione totale della realtà, fatta non solo di oggetti ma soprattutto di spazi, colori, impressioni e sensazioni, percependo la realtà come uno, come un’unica composizione, sia essa analitica, sintetica, o classica. Dai suoi capolavori artistici deduciamo la sua prorompente vitalità, la sua voglia di vivere e condividere a tutti i costi, la sua passione per la bellezza; ricaviamo una forza che smuove la nostra anima e che la conduce al fare, all’agire per migliorare e migliorarsi, capiamo, appunto, che la realtà è parte di noi e noi stessi siamo parte della realtà.

– Pablo Picasso: la realtà è parte di noi –

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