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Pages: a Istanbul libreria per i rifugiati siriani

Una nuova e particolare libreria è nata a Istanbul, dove, in 210 metri quadri di spazio, è ora possibile trovare oltre 2000 titoli in lingua araba, turca, inglese e francese: si tratta di Pages, la prima libreria gestita da due esuli siriani per i profughi della guerra e non solo: non un mero Bookstore Café, ma un luogo dove turchi e arabi possano incontrarsi. La guerra civile che dal 2011 devasta la Siria ha indotto migliaia di persone a fuggire in Turchia: solo a Istanbul i residenti siriani rifugiati sono trecentocinquantamila, circa due milioni, invece, in tutta la Turchia. Pages è un tentativo di scampare al conflitto interno che tormenta il territorio siriano da quel 15 marzo del 2011, quando migliaia di persone scesero per le strade di Damasco e Aleppo in una delle prime grandi manifestazioni del paese contro il regime del presidente siriano alauita Bashar al-Assad, innescando la reazione del governo, pronto a reprimere le proteste con la forza. Da allora la guerra è diventata sempre più violenta di anno in anno, ha provocato la morte di oltre duecentomila siriani e la distruzione di molte città della Siria. 

Come nasce Pages 

La libreria nasce da un’idea di Gulnar Hajo e Samer al-Kadri, fondatori della casa editrice per bambini “Bright Fingers”. I due giovani imprenditori siriani costretti a lasciare la propria città natale, Damasco, per una guerra che aveva reso impossibile la prosecuzione della loro attività, si sono stabiliti dapprima in Giordania e in seguito, nel 2013, a Istanbul, dove hanno deciso di far ripartire la loro compagnia al servizio della comunità. E così nel quartiere di Fatih, situato nella penisola storica della città, entro le mura teodosiane dell’antica Costantinopoli, Pages è nata in una vecchia casa di legno di un quartiere popolare, dal bisogno di creare uno spazio in cui fosse possibile trovare con facilità libri in lingua araba; i testi sono ordinati direttamente dal Libano e trasportati in nave a Istanbul. Ma Pages sarà, soprattutto, un centro culturale: «Un luogo internazionale e molto speciale, in cui gli arabi, siriani e non, e i turchi potranno incontrarsi e conoscersi. Un posto dove potranno comunicare».

Con le sue storiche mura bizantine, Fatih è la Istanbul turca dei vecchi tempi, contrapposta alla città “europea” di Pera-Galata al di là del Corno d’Oro. Nei pressi si trova lo splendido Museo Kariye, originariamente Chiesa di San Salvatore in Chora, nel ‘500 Moschea, un luogo magnifico dove ammirare affreschi e mosaici di grande valore artistico e storico. Siamo, insomma, nel cuore culturale della città. «Ci sono anche molti scrittori in Turchia che potranno presentare qui i loro libri. Non puntiamo solo alla vendita, vogliamo che Pages diventi un luogo in cui le persone possano ritrovarsi», ha dichiarato al-Kadri. Al piano superiore ci sono una sala giochi e una sala lettura, fornita di libri per bambini; al piano inferiore, circa duemila titoli di narrativa e saggistica per adulti; nel seminterrato, una piccola caffetteria, dove sarà possibile organizzare eventi e cineforum. «Non stiamo solo cercando di attirare i benestanti siriani: il negozio permette alle persone di prendere in prestito libri, o di leggerli gratuitamente al suo interno. C’è uno spazio per le presentazioni di libri di autori turchi, per proiezioni di film, performance musicali, e laboratori per bambini e adulti».

Un’iniziativa brillante e coraggiosa che nel tempo raccoglierà i suoi buoni frutti, giacché l’intento di dialogo e incontro tra culture diverse germoglia sempre da autentici presupposti di pace.