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Eroica Fenice

papiri ercolanesi

Papiri ercolanesi e Raggi X: il sequel

Circa un anno fa, la rivista “Nature Communications” – una rivista open access, che dà spazio alla pubblicazione di ricerche di alta qualità, concernenti, in particolare, le scienze naturali ed il loro impact factor – diffondeva la notizia della messa a punto di una nuova metodologia tecnologica, per leggere i papiri ercolanesi senza srotorarli, né danneggiarli. Ve ne abbiamo parlato anche noi di Eroica Fenice, ricordate?

Come si configura la “tomografia a raggi X” e come si applica alla lettura dei papiri ercolanesi

Si tratta di una metodologia propriamente nota come “tomografia a raggi X a contrasto di fase”. Essa ha rappresentato una importante svolta – nell’ambito degli studi papirologici ercolanesi -, poiché consente di leggere virtualmente tali papiri, senza srotorarli, cioè senza sottoporli ad azioni che possano danneggiarli. Infatti, la tomografia a raggi X si configura come una tecnica non invasiva, che consente di distinguere, nei papiri ercolanesi – che, com’è noto, sono carbonizzati – il nerofumo dell’inchiostro dall’incenerimento, che è, invece, esito dell’azione del calore dei materiali piroclastici.

Lettura dei papiri ercolanesi, tramite i Raggi X: primi risultati, futuri progetti e problematiche

Sinora sono stati analizzati due rotoli papiracei, conservati presso l’Istituto di Francia. Ma il progetto del team coordinato dal fisico italiano Vito Mocella è quello di leggere i circa 450 papiri, afferenti alla medesima collezione e conservati presso la Biblioteca Nazionale di Napoli. Ma – come ha sottolineato lo stesso Vito Mocella, ricercatore presso l’Istituto per la Microelettronica e i Microsistiemi (Imm) del Cnr (Centro Nazionale delle Ricerche) – per portare avanti questo obiettivoc’è bisogno di risorse, finanziarie ed umane. […] Sinora abbiamo condotto le ricerche senza finanziamenti; ma, per continuare, abbiamo bisogno di fondi.” Per fortuna, molto probabilmente, l’Istituto per la Microelettronica e i Microsistiemi del Cnr riceverà un – sia pur piccolo – finanziamento dal Distretto Campano ad Alta Tecnologia per i Beni Culturali (Databenc).

Frattanto, il team di ricerca di Mocella – che accoglie anche ricercatori dell’Università Tedesca Ludwig Maximilian, ricercatori del Cnrs francese (Centro Nazionale delle Ricerce Scientifiche) e dell’Ersf (European Synchrotron Radiation Facility) di Grenoble – si sta adoperando, per ottenere finanziamenti europei, nell’ambito del programma “Horizon 2014-2020”, che costituisce il Programma Quadro Europeo per la Ricerca e l’Innovazione. Il Programma “Horizon 2014-2020” è articolato in tre pilastrti – Excellence Science, Industrial Leadership e Societal Challege -, ciascuno dei quali risulta caratterizzato da diversi programmi trasversali. In particolare, nell’ambito dell’Excellence Science si colloca il programma “Future and Emerging Technologies” (il cui scopo è una “collaborative research, to open new fields of innovation”), nell’alveo del quale potrebbero utilmente confluire le ricerche del team di Mocella.

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