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Eroica Fenice

Pasolini di A. Ferrara: un film che pone interrogativi e fa discutere

Pasolini di Abel Ferrara è un dramma biografico dedicato al grande intellettuale, un film diviso tra sogno e realtà, difficile da raccontare nel contenuto, volutamente frammentato in un continuo svolgersi di situazioni confuse ma mai conclusive del tutto: “un romanzo solo abbozzato, un’intervista interrotta, un idea per un film non ancora proposta, un appuntamento in un giorno sbagliato”. Il regista Ferrara, “l’italoamericano del Bronx”, come spesso ama definirsi, cerca di tessere le trame sulle ultime ore vissute dal grande regista e poeta reinventando alcuni momenti, ma rispettando l’essenza e la compostezza interiore del protagonista Pasolini, interpretato da un notevole Willem Dafoe (Grand Budapest Hotel di W. Andersen e molti altri titoli per il 2014).

Ferrara descrive alcuni frammenti di vita isolati per poi allacciarli in un unico percorso finale, un Pasolini che va incontro al suo tragico destino lasciando per sempre incompiute le sue scritture. Un personaggio certamente meno anarchico e contestatore, ma allo stesso tempo ambiguo, ermetico, unico nel suo genere, per un interpretazione pronta a creare motivo di discussione da parte della critica mondiale, ma soprattutto dal pubblico.

Siamo a Roma in una data che segna l’ultimo giorno vissuto da Pier Paolo Pasolini: il Primo Novembre 1975. Lo scrittore/regista viene svegliato dal bacio di sua madre Susanna (interpretata da Adriana Asti), il suo risveglio lo conduce a Stoccolma dove trova modo di occuparsi della traduzione del libro Le ceneri di Gramsci. La censura in ogni occasione continua a bersagliarlo per Salò e Le 120 giornate di Sodoma, poi lo ritroviamo nel corso di un’intervista di Furio Colombo per La Stampa, dove racconta di un suo romanzo non ancora scritto Petrolio. L’intervista si interrompe e Pier Paolo consuma una colazione leggendo il Corriere della Sera, poi pranza a casa sua con Nico Naldini e Laura Betti (che ha da poco prestato la voce a Linda Blair nel film L’Esorcista, oltre che al personaggio di Helene in Salò), una volta andati via gli ospiti scrive una lettera indirizzata ad Eduardo De Filippo  chiedendogli di collaborare per una sceneggiatura cinematografica appena abbozzata dal titolo certamente singolare “Porno – Teo – Kolossal”, una storia che racconta del viaggio di un Re Maggio solitario “Epifanio” e del suo servitore Nunzio verso la grotta dove sta per nascere il  Messia. Successivamente lo ritroviamo al volante della sua Alfa Romeo: sta andando incontro al suo tragico destino. Sembra una notte come tante, silenziosa, impercettibile: incontra Nunzio un ragazzo gentile e, poco dopo, il diciassettenne Pino Pelosi, un giovane violento, il suo carnefice che, con la complicità di altri due o tre loschi individui, lo priverà in modo barbaro della sua esistenza, ma non della sua essenza, resa immortale dai suoi film e dai suoi scritti fortemente umani, apparentemente dissacranti e a volte provocatori per spogliare la società da molti falsi pregiudizi.All’opera cinematografica presentata in occasione della 71° Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia non sono state risparmiate critiche. Il film di A. Ferrara (“Welcome to New York”, 2014) scritto in collaborazione con Maurizio Braucci non ha certamente entusiasmato. A determinare le critiche hanno contribuito la scelta della lingua dei dialoghi, alternati tra inglese e italiano e chiaramente l’argomento trattato, cioè ricostruire le ultime ventiquattr’ore di vita di un regista che ha riscritto la storia del cinema in Italia e nel mondo. Il Pasolini di Ferrara comunque affronta i suoi ultimi momenti di vita in modo intenso, mantenendo fede al suo stesso pensiero, fino agli ultimi attimi di respiro. Pasolini, oltre a svolgere il lavoro di regista e poeta, è stato attore, paroliere, giornalista, sceneggiatore, scrittore, una mente eclettica e di grande intuizione sull’essenza umana. Lo stesso Abel Ferrara, cresciuto con i suoi film, nel corso di una conferenza stampa ammette l’incapacità nel restituire il vissuto del grande regista. Un film che, nonostante i limiti dettati dall’impossibilità di restituire il vero Pasolini soprattutto nell’essenza di pensiero, si avvale dell’interpretazione di Dafoe, certamente unica nel suo genere. Inoltre è da evidenziare il lavoro fotografico e scenografico di un racconto quotidiano attraverso spaccati di vita ritagliati negli anni settanta, un film diverso dal genere scelto da Marco Tullio Giordana per “Pasolini un delitto italiano” girato nel 1995 (un docufilm incentrato sul processo a Pelosi e interpretato da Carlo De Filippi).

Pasolini di A. Ferrara si avvale di alcuni personaggi di rilievo interpretati da: Ninetto Davoli, Maria De Medeiros, Riccardo Scamarcio, Giada Colagrande, Valerio Mastandrea e Tatiana Luter e sarà distribuito dalla Europictures associata con Akai Italia Srl. nelle sale italiane dal 25 Settembre 2014. Un opera cinematografica certamente da non perdere.

Pasolini di A. Ferrara: un film che pone interrogativi e fa discutere

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