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Eroica Fenice

Quartieri Jazz

Quartieri Jazz live a Palazzo Venezia

Un 31 ottobre alternativo, quello proposto dall’ Associazione PA.VE a Palazzo Venezia.                        La storica ex sede dell’ambasciata veneziana ha ospitato un concerto unico nel suo genere, o meglio nei suoi “transgeneri”. Stiamo parlando infatti di “Quartieri Jazz”, un progetto nato
grazie all’iniziativa di giovani musicisti accomunati, oltre che dalla passione per la musica, dall’amore per le proprie radici, per quel misto di bellezza e contraddizione che solo chi è nato a Napoli può cogliere fino in fondo.

Il chitarrista napoletano Mario Romano decide qualche anno fa di sperimentare una fusione di stili musicali che, grazie al pianoforte di Luigi Esposito, il basso di Ciro Imperato e le percussioni di Emiliano Barrella,
diventa una sintesi tra due linguaggi, quello del Jazz Manouche e quello della tradizione napoletana. Questi due modi di comunicare e di vedere il mondo attraverso la musica sembrerebbero lontani e inconciliabili ma, se la lontananza è la vera essenza del viaggio, la musica è proprio quell’elemento nomade che può unire, che può attraversare terre e continenti senza dover per forza pagare il biglietto.

Un viaggio sulle note dei Quartieri Jazz

Ed è proprio un viaggio quello a cui hanno assistito lo scorso sabato i presenti riuniti nella casetta pompeiana di Palazzo Venezia, luogo alquanto suggestivo e, se vogliamo, “romantico” nell’accezione letteraria del termine. Le prime note della chitarra di Mario Romano partono dal Mambo Italiano, si manifestano a Napoli per poi dirigersi a Procida e sfiorare l’odore del mare e di vecchi porticcioli colorati. Se ne vanno poi a Forcella, quartiere popolare della Napoli più autentica e vera risuonando come un Walzer malinconico e struggente, allo stesso tempo nostalgico. La canzone “Walzer a Forcella” in modo assurdo e per antitesi, associa uno dei quartieri più difficili di Napoli, simbolo di degrado e abbandono, alla nobiltà e all’eleganza del Walzer, quasi a voler entrare segretamente nella commovente poesia che si nasconde dietro al caos di quella matassa aggrovigliata di palazzi e strade strette. Il filo immaginario del viaggio porta poi in Spagna, attraverso sapori che ricordano paesaggi sconfinati della Sierra, atmosfere andaluse e paso doble, per poi cambiare direzione e andare in Francia, casa del Gipsy Jazz e del modo di suonare “alla Tzigana”, che più di una scuola musicale è soprattutto un modo di vivere la vita, un altro “punto di vista del sentire”. Le note non si fermano, vanno poi verso nord e toccano Londra, dove prendono la forma di piacevole ricordo di condivisione, tra la scoperta di una terra straniera e il calore di casa. Il primo disco, “‘E strade cà portano a mare” è tutto questo e molto altro: è un viaggio attraverso terre, tradizioni, esperienze e ricordi, perciò non è un caso che appunto “le strade portino al mare”, perché il mare è quasi sempre il punto di partenza, di arrivo e di ritorno, oltre ad essere fonte di ispirazione. Infine, per chiudere la serata, e quindi il viaggio, un brano tratto dal secondo album, “Le quattro giornate di Napoli”, che si ispira alla celebre rivolta spontanea che è nata come naturale risposta al richiamo della libertà, inno alla Resistenza.

Una musica che non viaggia solo in senso geografico, dunque, ma che espolora anche l’anima e i sentimenti umani. La simpatia e la spontaneità dei musicisti della band è riuscita in questi anni ad avvicinare un pubblico eterogeneo al Jazz, genere che, nonostante sia nato dal basso, è spesso diventato dominio di un certo tipo di pubblico “elitario”, allontanandosi dalla sua vera natura. La musica di Quartieri Jazz racconta  storie e dipinge tele, non si tratta semplicemente di esecuzione. A Palazzo Venezia ancora una volta è stato organizzato un evento di cultura e per la cultura, quella che deve essere a disposizione di tutti, a uso e consumo di chi conserva ancora la curiosità di conoscere e imparare cose nuove. Tutto questo grazie anche a chi, con grande sforzo e poche risorse, cerca di mettere a servizio dei cittadini luoghi, storie, immagini, racconti e suoni di una Napoli che riesce ancora a stupire.

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