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Eroica Fenice

Ridateci la musica

CASERTA – Vedere portoni diventare bar, vestiti diventare espressione ultima dell’essere umano, inutili sfilate per le strade i cui protagonisti sono ragazzi che sfoggiano cocktail uno più forte dell’altro. Per chi è stanco di tutto ciò, arriva la Big Up Nation ad offrire una valida alternativa alle solite, ormai sbiadite, serate casertane. La musica in città è cambiata, in tutti i sensi. La “Big Up Nation” ha fatto irruzione sulla scena musicale cittadina il 26 Dicembre con un evento di cui ancora si parla. Grande apertura con Clementino, famoso rapper italiano. Oltre 1.000 persone hanno ballato al ritmo della musica dei vari dj che fanno parte di questa nuova grande organizzazione nostrana.

Dopo quasi due mesi il gruppo torna a far parlare di sé. L’ Underground ha ospitato il secondo grande evento firmato Big Up Nation lo scorso 8 Febbraio, un Carnevale all’insegna dei colori, dei vestiti più stravaganti e innovativi che si possano mai trovare in giro e, ovviamente, della musica, unica vera grande protagonista.

O meglio. Avrebbe dovuto ospitare questo evento. Il locale c’era. La musica anche. Gli animi erano caldi. Arrivo verso 00:30 fuori al locale, mi faccio largo tra la folla. Una folla colorata. C’è un omino LEGO, un dottore, una chimica, una strega. Vincent Vega (protagonista del celebre film di Quentin Tarantino “Pulp Fiction” interpretato da un clamoroso John Travolta) è vicino al cancello a fumare una sigaretta e Audrey Hepburn, elegantissima come sempre, sfoggia uno dei suoi fantastici cappellini. Sì, insomma, gli ingredienti ci sono tutti per un’ottima riuscita di quello che si prospetta un fantastico Carnevale. Se non fosse che, medici, attori ed attrici su tacchi 100 sono in piedi fuori al cancello d’ingresso, chiuso. Non mi vogliono fare entrare, la serata è terminata, ancor prima di cominciare veramente, la Polizia Municipale ha interrotto tutto. Faccio presente al buttafuori che sono in lista, sono tra gli invitati perché avrei dovuto scrivere della serata. Lui gentilmente mi fa entrare. Ma non era certo questo il pezzo che avrei voluto scrivere.

Entro nel locale e vedo due dj, due carcerati (almeno per questa serata mascherata) che smontano la loro attrezzatura. “Proprio ora che cominciavamo a scaldarci” sussura l’uno all’altro. Le facce sono deluse, l’aria tesa e cupa.

Non riesco a parlare con l’organizzazione, ma le voci che girano sono: musica troppo alta o qualcosa, forse, non era a norma. Ma sono solo voci.

Quello che vedo io è una metafora dell’Italia di oggi. Poca umanità. Tolleranza fantasma.

Nel 1984, Herbert Ross dirigeva un film che è rimasto nel cuore di ragazzi, ormai cresciuti, ma che è un ever green. Sto parlando di Footlose. Una storia che ha come filo-conduttore la musica e la danza…PROIBITE. Una città che ha bandito la musica rock e il ballo perché considerati corruttori di una morale a volte discutibile. Sono passati 29 anni e non mi sembra poi così diversa la nostra città.
Viviamo una realtà intrisa di diffidenza e invidia. La musica il sabato sera nei locali deve essere stoppata alle 23.30, il volume deve essere basso, la SIAE è come l’IMU ormai.

Ma sono feste, queste, che non intralciano e non vogliono assolutamente intaccare la quiete pubblica.

La BigUp Nation, in questa situazione, ha mostrato la sua correttezza e dignità. A tutti coloro che hanno pagato il biglietto, ha promesso un’altra festa (la data ancora non è sicura).
Anche Dj Tayone, grande ospite della serata, turntabler italiano, vincitore e destinatario di numerosi riconoscimenti in tutta Italia, ha mostrato la sua disponibilità e professionalità, riconfermando la sua presenza anche a questa “ripresa” della prossima settimana. E insieme a lui, torneranno a suonare DJ Anto the Lich, Dj Geso, Enzo T e DJ Zero (componenti attivi della squadra BugUpNation crew).

Ci sarò anche io, nuovamente, perché voglio scrivere di una festa, con musica e colori fino a tarda notte. Quindi questa la considero solo la prima parte di un articolo che dovrà avere tutt’altro finale. Un articolo a lieto fine, ecco.

Perché il periodo di crisi, in questi anni, ha colpito soprattutto noi giovani. Ha colpito i nostri sogni, le nostre speranze, i nostri progetti futuri. Se ci togliete anche la possibilità di stare con gli altri, le risate in compagnia, ma soprattutto la musica…beh… se ci togliete la musica, difficilmente potremmo costruire un mondo migliore per quelli che verranno.