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Eroica Fenice

Rubato un manoscritto di J.K Rowling: facciamo chiarezza

Rubato un manoscritto di J.K. Rowling: facciamo chiarezza

Quando si parla di J.K. Rowling e dell’universo di Harry Potter, i contorni della vicenda iniziano sempre ad essere fluttuanti e misteriosi, come se il mondo di Hogwarts tingesse tutto con le sue tonalità tremendamente suggestive. Già la parola manoscritto sembra aprire strade affascinanti, giacché evoca proprio l’inchiostro magico con cui la Rowling ha plasmato le storie del maghetto e dei suoi amici, e soprattutto ci permette di immaginare la sua mano che ha intrecciato con sapienza e genialità una saga che ha emozionato, cresciuto e salvato più di una generazione di lettori, che con Harry sono rimasti fin proprio alla fine.

Il mistero del manoscritto di J.K. Rowling rubato: facciamo un po’ di chiarezza

Da qualche giorno, su bacheche e schermi di tutto il mondo, rimbalza la notizia di un furto di un racconto scritto dalla Rowling di suo pugno. Tante sono state le notizie fagocitate da un web sempre più affamato di informazioni, in una giungla di titoli sensazionalistici e costruiti ad hoc per scatenare il clic compulsivo: c’è chi afferma che ad essere stato rubato sarebbe una sorta di fantomatico prequel da consegnare al più presto e in gran segreto, così come c’è chi ha azzardato l’ipotesi di un nuovo libro in uscita imminente e dalla trama rigorosamente tenuta nascosta. Ma qual è la verità? Facciamo chiarezza, immaginando di pronunciare un bel Lumos Maxima per illuminare i contorni di una vicenda alquanto nebbiosa, e partiamo dal principio. Pronti con l’incantesimo?

Qualche giorno fa, a Birmingham, è stato rubato un racconto che J.K. Rowling aveva scritto per un’asta di beneficenza organizzata nel 2008 dalla catena di librerie Waterstone’s, con ricavato da destinare all’associazione Dyslexia Action e alla divisione inglese dell’organizzazione letteraria Pen International.
All’asta non aveva partecipato solo il racconto della Rowling, ma tredici racconti brevi scritti su fogli autografati A5 da tredici diversi autori: il racconto della Rowling era stato venduto per venticinquemila sterline a un presidente di una compagnia di consulenza finanziaria.

Ma cosa c’era scritto in quel racconto? Ciò che sappiamo per certo è che il racconto non parlava di Harry, ma di suo padre, James Potter, e dell’inseparabile amico (nonché suo fedele compagno e malandrino) Sirius Black. Come in un ritratto in seppia, il racconto si apre narrando le vicende di due giovanissimi James e Sirius in sella ad una motocicletta e in fuga dalla polizia babbana, dopo aver superato il limite di velocità: tutto ciò non tradirebbe il topos che vedrebbe James e Sirius come due avventurieri sprezzanti delle regole.

Molte pagine e molti siti Internet hanno interpretato male la vicenda del furto, credendo che addirittura la Rowling avesse scritto recentemente questo racconto per proporlo ad un editore, e che fosse tenuto sotto chiave prima di diventare il nuovo prequel ufficiale della storia di Harry Potter, magari l’inizio di una nuova saga ambientata prima della nascita di Harry ed incentrata sulle avventure del gruppo dei Malandrini James Potter, Sirius Black, Remus Lupin e Peter Minus. In realtà la rapina non è avvenuta ai danni di J.K. Rowling, ma del proprietario del racconto, ossia colui che se l’era aggiudicato all’asta nel 2008: l’uomo di affari si trovava a Bangkok, quando una chiamata della sorella lo ha tempestivamente avvisato del furto.
I ladri si sono introdotti nella sua abitazione, rubando gioielli, oggetti di valore, soldi e anche il manoscritto custodito appositamente in una cassaforte. L’uomo non ritiene che il furto fosse mirato al racconto, poiché i ladri lo hanno preso semplicemente perché lo hanno trovato sul loro cammino mentre cercavano altro, probabilmente senza essere consapevoli del valore di quel pezzo di carta A5: quel racconto, che ora si stima valga più di sessantamila sterline, potrebbe essere addirittura stato strappato o buttato nel primo cestino perché bollato come carta straccia.

La Rowling è intervenuta immediatamente su Twitter, avvertendo il popolo del web del furto e chiedendo di non comprare il manoscritto, qualora i ladri si rendessero conto del suo valore e decidessero di metterlo in vendita.
Ma c’è un altro risvolto che sfugge ai più: il contenuto del racconto, infatti, non è nulla di nuovo o così rivoluzionario per i fan di vecchia data del mondo magico di Harry, perché la famosa scena dei due malandrini in sella ad una motocicletta babbana gira da tantissimo tempo su Internet.
Il racconto infatti è stato scritto quasi dieci anni fa, è molto breve e descrive una vertiginosa corsa: leggendola sembra di osservare la motocicletta che curva e ammicca, correndo a perdifiato inseguita dalla volante della polizia. La corsa prosegue fino ad un vicolo cieco, finché James e Sirius non puntano verso i poliziotti babbani “due spade scintillanti”, così come le definisce la Rowling immedesimandosi nell’orizzonte mentale dei due stupiti babbani.
Un’avventurosa scena d’azione è quindi l’oggetto del manoscritto rubato, il cui contenuto è già noto ai più, ma il valore affettivo (e non solo) di quel semplice pezzo di carta è talmente elevato che ci auguriamo possa tornare presto a chi se l’era aggiudicato. Se fossimo ad Hogwarts basterebbe un incantesimo di Smaterializzazione, ma purtroppo viviamo nel mondo babbano e dobbiamo appellarci al sortilegio più difficile da attuare ed evocare: quello del buonsenso.